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Nel 2021, in Italia, è stato fatto un enorme passo avanti nella tutela dei lavoratori: le molestie sul lavoro sono state riconosciute come una possibile violazione dei diritti umani, poiché incompatibili col lavoro dignitoso e minaccia alle pari opportunità.

Lo Stato italiano ha infatti ratificato la Convenzione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro n. 190 sull’eliminazione della violenza e delle molestie sul luogo di lavoro, adottata a Ginevra il 21 giugno 2019 (L n.4/2021). In sostanza, è stato per la prima volta riportato a chiare lettere all’interno in una fonte normativa nazionale che tutti hanno diritto a lavorare in un ambiente privo di violenza e di molestie, ivi compresa la violenza e le molestie di genere (e, dunque, la messa in atto di comportamenti che offendono la dignità, la libertà personale e sessuale, la salute e il diritto al lavoro).

a chi rivolgersi in caso di molestie sul lavoro

Ma a chi rivolgersi, in caso di molestie sul lavoro? Scopriamo insieme come riconoscere una molestia e come comportarsi.

Cosa sono le molestie sul lavoro

Sebbene non esista un elenco vero e proprio delle molestie sul lavoro, può farsi rientrare nella definizione qualsiasi comportamento (avances spinte, frasi umilianti, battute a sfondo sessuale, palpeggiamenti, aggressioni fisiche) che leda la dignità della persona sul luogo di lavoro. Comportamenti, questi, che violano il c.d. obbligo di sicurezza in capo al datore di lavoro. Cos’è l’obbligo di sicurezza? È il dovere che il datore di lavoro ha di adottare misure di prevenzione per la tutela della salute del dipendente (dal punto di vista fisico ma anche psicologico).

Caso di mobbing sul lavoro analizzato dallo studio legale acp

A chi rivolgersi in caso di molestie sul lavoro

A chi rivolgersi in caso di molestie sul lavoro? Nel  caso  in cui queste vengano messe in atto da un collega, è necessario informare il datore di lavoro, il quale dovrà immediatamente adottare i provvedimenti necessari per far cessare tale situazione. Se invece ad attuarle è il datore di lavoro stesso, si può avviare un’azione penale o risarcitoria nei suoi confronti oppure denunciarlo all’Ispettorato del Lavoro.

Per avviare un’azione penale, è necessario sporgere denuncia presso qualsiasi Commissariato di Polizia o Stazione dei Carabinieri contro la persona responsabile delle molestie. Questo perché, la molestia, può essere un reato (tipicamente nell’ambito della violenza sessuale o della violenza privata).

Per avviare un’azione risarcitoria, è possibile rivolgersi ad un avvocato chiedendo un risarcimento al datore di lavoro per aver violato la responsabilità contrattuale dell’imprenditore (che deve per l’appunto tutelare la salute dei suoi dipendenti).

Infine, è possibile rivolgersi all’Ispettorato del Lavoro, l’ente deputato al controllo del rispetto delle norme in azienda. Per farlo è necessario compilare il modello INL-31 inserendo i propri dati e i dati della propria azienda, oltre alla violazione che si intende denunciare. La denuncia, corredata dalla fotocopia della propria carta di identità, deve essere inviata all’ufficio dell’Ispettorato del lavoro sito nella provincia in cui si trova la sede di lavoro.

Per maggiori informazioni, contattaci al n. 091585864, o manda una mail a info@studiolegaleacp.it oppure ancora su Skype, aggiungendo l’account studiolegaleacp, un nostro esperto sarà a tua completa disposizione.

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