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Abbandono tetto coniugale del marito per stare vicino alla madre malata: separazione a suo carico?

 
Abbandono del tetto coniugale per stare vicino alla madre malata da parte del marito: confermato a carico dell’uomo l’addebito per la rottura con la moglie. La decisione del marito ha reso impossibile la prosecuzione della convivenza matrimoniale. Si rivela inutile segnalare i problemi manifestati dalla donna come ipocondria, depressione e gelosia.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza n. 1448/20; depositata il 23 gennaio).
 

Abbandono del tetto coniugale: obbligo di mantenimento?

Abbandono tetto coniugale del marito: separazione a suo carico? Risponde lo studio legale acp

Nessuna giustificazione per il marito che abbandona, in modo temporaneo, il tetto coniugale per stare vicino alla madre.
I Giudici addebitano al marito la causa della separazione della coppia e per tale ragione viene obbligato a versare non solo il mantenimento alla moglie, ma anche un adeguato contributo economico alle due figlie. Determinante in primo e in secondo grado «l’allontanamento» dell’uomo dal «domicilio coniugale». Tale azione non è giustificabile dalla «esigenza di accudire la madre».
L’uomo contesta la decisione compiuta in Appello, e pone in evidenza in Cassazione i problemi manifestati dalla moglie quali «depressione, ipocondria e gelosia smisurata», che secondo il marito avrebbero reso insostenibile la prosecuzione della convivenza con la consorte.
 

Abbandono tetto coniugale: quale sentenza della Cassazione?

Abbandono tetto coniugale del marito: separazione a suo carico? Ne parla lo studio legale acp

La contestazione dell’uomo viene respinta dai Giudici della Corte di Cassazione, che in accordo con la decisione adottata in Appello, affermano che la mancata «prosecuzione della convivenza» coniugale «era ascrivibile alla condotta del marito», ovvero «al suo allontanamento dal domicilio coniugale» non «giustificato dalla esigenza di accudire la madre».
Dunque sono risultati irrilevanti i richiami ai problemi della donna come «ipocondria e depressione» e una «smisurata gelosia» nei confronti del marito.
Inoltre, i Giudici ritengono che la donna abbia il diritto di percepire un piccolo «assegno di mantenimento» di  100 euro mensili, una volta confermata la «indubbia disparità economica tra i coniugi».
Non si discute, infine, «il contributo» dell’uomo a versare in favore delle due figlie, pari a 650 euro oltre alle «spese straordinarie».
Anche in tal caso si rivela inutile il richiamo a una presunta «indipendenza economica» di una delle due figlie, nonostante la sua maggiore età e il trasferimento in un’altra città.
 

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