Contattaci per una consulenza +39 091 58 58 64 o per email info@studiolegaleacp.it
Seguici sui Social Network
Contattaci per una consulenza +39 091 58 58 64 o per email info@studiolegaleacp.it
Seguici sui Social Network

Come funziona la tassazione delle locazioni turistiche in Italia?

In primo luogo, i ricavi ottenuti vanno ovviamente dichiarati (nel quadro RB del Modello Unico o nel quadro B del 730) e possono essere assoggettati all’aliquota Irpef oppure si può optare per la cedolare secca (ad eccezione degli immobili di categoria A10), “ma soltanto con aliquota al 21%”.

Come e con quali limiti può essere svolta questa attività?

Il nocciolo della questione risiede tutto nella possibilità di svolgere l’attività in maniera occasionale e non imprenditoriale.

Chi opera da privato, anche se con costanza, desidera naturalmente che questo rimanga un “mestiere” saltuario ai fini fiscali, poiché viceversa si sarebbe obbligati all’apertura della partita IVA, nonché all’iscrizione in Camera di Commercio ed alla presentazione di una SCIA in Comune per comunicare l’inizio dell’attività.

La legge, in punto, afferma genericamente che la partita iva è obbligatoria qualora il proprietario eserciti l’attività di locazione immobiliare come professione abituale  e quando fornisce servizi aggiuntivi (ad esempio la colazione, il cambio giornaliero della biancheria, la pulizia dei locali durante il soggiorno) oltre a quelli minimi (cioè luce, gas, riscaldamento, arredi e biancheria iniziale).

In pratica la locazione turistica si differenzia da altre attività, come ad esempio case vacanza o bed and breakfast nel momento in cui ci si limiti a offrire esclusivamente i servizi indispensabili. Nelle locazioni turistiche ad esempio il conduttore deve essere necessariamente informato che l’appartamento è sprovvisto di servizio di cambio biancheria.

Inoltre, un ulteriore limite all’esercizio di tale attività in forma non imprenditoriale è dato dal numero massimo di unità immobiliari che ciascun privato può concedere in locazione all’interno di uno stesso Comune. Ogni Regione prevede soglie diverse: in Sicilia ad esempio il limite massimo di immobili è tre.

E per ciò che riguarda il contratto?

Le locazioni brevi non sono soggette alla disciplina fissata dalla legge 431/1998, ma si rifanno al Codice Civile.

Se la locazione è inferiore a trenta giorni, non serve la registrazione del contratto, ma si stipula un accordo privato tra le parti, che tutela il proprietario sia verso gli inquilini (perché contiene lo stato dell’immobile e l’inventario dei principali mobili ed elettrodomestici) sia verso il Fisco, perché si specifica che non vengono erogati servizi aggiuntivi.

I modelli da utilizzare sono diversi e posso essere scaricati liberamente dalla rete (cliccando sul seguente link puoi scaricare un Fac Simile contratto locazione turistica).

Inoltre, la Circolare 4023 del 26 giugno 2015 del Ministero dell’Interno, impone l’obbligo ai proprietari – che in realtà in pochi rispettano – di comunicare alla Questura locale per via telematica la presenza di inquilini. Da questa procedura sono invece esclusi i contratti di affitto tradizionali come il 4+4, perché in quel caso l’obbligo è già assorbito dalla registrazione.

Attenzione, infine, alle disposizioni comunali in materia di Tassa di soggiorno. Sempre più Municipi infatti la richiedono anche sulle locazioni brevi (Firenze ha appena varato il nuovo Regolamento, il 1° aprile 2016). In questo caso, il costo può essere incluso nel canone di affitto e poi sarà il proprietario a versare l’imposta al Comune.

Per ulteriori informazioni in merito o per una consulenza contattaci al n. 091/585864, ovvero manda una mail a info@studiolegaleacp.it ovvero ancora su skype, aggiungendo l’account studiolegaleacp, un nostro esperto sarà a tua completa disposizione.

1 Response
  1. Francesco

    articolo molto interessante, grazie. Mi rimane un dubbio: se ricavo da un unico appartamento 5 o 6 stanze ciascuna dotata di bagno proprio, posso locare le 5/6 stanze separatamente (ciascuna con un contratto di locazione turistica) o rischio che mi venga contestato l’esercizio abusivo dell’attività di affittacamere (per la quale chiaramente non avrei fatto domanda, in quanto interessato alla locazione turistica)?
    Devo necessariamente anchío essere residente nell’appartamento o posso anche non esserlo? Grazie

Leave a Reply