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Alunno spinto a terra durante l’intervallo: la scuola è responsabile?

Alunno spinto a terra durante l’intervallo? La scuola deve risarcirlo: lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la recente sentenza n.32377, dello scorso 8 novembre.

Il motivo? Nel momento in cui un alunno viene ammesso a scuola, si instaura un vincolo negoziale che comporta per l’istituto l’obbligo di vigilare sulla sua sicurezza e incolumità per tutto il tempo in cui fruisce della prestazione scolastica.

Alunno spinto a terra durante l’intervallo – La vicenda

La vicenda ha per protagonista un ex alunno che, il 16 dicembre 1996, quando era in quinta elementare, veniva spinto durante l’intervallo e cadeva a terra urtando con la schiena il piedistallo in legno di supporto alla lavagna. Lo studente portava dunque in tribunale il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, chiedendo che risarcisse i danni subiti. Il fatto, secondo il giovane, si era verificato a causa della scarsa vigilanza prestata dall’istituto didattico. Istituto, questo, che non avrebbe rispettato il vincolo negoziale sussistente tra l’alunno e l’amministrazione scolastica.

Fondamentale è infatti il concetto di responsabilità scolastica, disciplinato dall’articolo 2048 del Codice Civile: “I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza” e “sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non avere potuto impedire il fatto“.

Il Tribunale rigettava la richiesta. Ma, la Corte d’Appello, ribaltava la sentenza. E condannava il Ministero a pagare allo studente un risarcimento di euro 314.282,37 ritenendo che l’accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell’allievo a scuola, avesse determinato l’instaurazione di un rapporto negoziale. Da tale rapporto nasceva dunque l’obbligo a carico dell’istituto scolastico di vigilare sulla sicurezza e sull’incolumità degli alunni. Veniva dunque applicato l’articolo 1218 del Codice Civile: “Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile“.

Da qui, la decisione del Ministero di ricorrere in Cassazione.

Alunno spinto a terra durante l'intervallo
Back to school education concept with girl kids, elementary students, carrying backpacks going to class on school first day holding hand in hand together walking up building stair happily

La decisione della Cassazione

Secondo il Ministero, la responsabilità ex art. 1218 c.c. può essere invocata solo in caso di danno autocagionato, mentre in caso di danno eterocagionato, cioè causato all’allievo da altro allievo, il titolo di responsabilità invocabile sarebbe quello fondato sull’art. 2048.

La Corte di Cassazione rigettava però il ricorso. Il motivo? Se l’alunno riporta un danno, sia questo cagionato da lui stesso o da un altro alunno, la scuola deve comunque rispondere per non avere eseguito la vigilanza e il controllo richiesti dal vincolo negoziale. Il vincolo, peraltro, si applica sia all’istituto che all’insegnante. All’istituto, a seguito delll’accoglimento della domanda di iscrizione; all’insegnante, per via del contatto sociale con l’alunno. Cosa significa nella pratica? Che l’istituto è obbligato a vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’alunno per tutto il tempo in cui questo fruisce della prestazione scolastica, predisponendo gli accorgimenti necessari affinché gli alunni non facciano e non si faccianomale. Gli accorgimenti dipenderanno sia da circostanze ordinarie (come l’età degli alunni) che da circostanza eccezionali, che implicano la prevedibilità di pericoli derivanti da cose e da persone.

Da qui, la decisione della Corte di Cassazione di rigettare il ricorso costringendo l’istituto a pagare anche le spese processuali.

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