Contattaci per una consulenza +39 091 58 58 64 o per email info@studiolegaleacp.it
Seguici sui Social Network
Contattaci per una consulenza +39 091 58 58 64 o per email info@studiolegaleacp.it
Seguici sui Social Network

Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF): cos’è e come funziona?

Alla luce dei recenti eventi che hanno interessato alcune banche italiane e i loro investitori, si è manifestata l’urgenza di istituire un organismo in grado di rispondere in maniera rapida ed imparziale alle necessità dei risparmiatori.

Ecco quindi che nasce l’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), istituito dalla Consob e composto da esperti in materia finanziaria: uno strumento facile, veloce e gratuito che permette all’investitore di ottenere una decisione su ogni tipo di controversia in tempi rapidi. Vediamo quindi nel dettaglio che cos’è l’ACF e come opera.

Cos’è l’Arbitro per le Controversie Finanziarie?

L’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) è un organismo istituito dalla Consob con la delibera n. 19602 del 4 maggio 2016 e operativo dal 9 gennaio 2017. L’ACF è uno strumento di risoluzione delle controversie stragiudiziali tra investitori “retail” ed intermediari finanziari, che opera in maniera imparziale, indipendente, veloce e gratuita.

Gli investitori “retail”, ovvero gli investitori privi di conoscenze in ambito finanziario, possono presentare ricorso nei confronti degli intermediari per la violazione degli obblighi di correttezza, diligenza, informazione e trasparenza, senza costi e senza obbligo di assistenza legale.

L’arbitro per le Controversie Finanziarie è composto dal Collegio e dalla segreteria Tecnica.

Il Collegio ha sede a Roma ed è composto dal Presidente e da quattro membri, più altri sei membri supplenti. I membri vengono nominati dalla Consob (Presidente, due membri del Collegio e quattro supplenti), dalla designazione congiunta delle associazioni di categoria degli intermediari maggiormente rappresentative a livello nazionale e dal Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti. Tutti i membri del Collegio sono in possesso di competenza ed esperienza comprovate ed inoltre, per garantire l’imparzialità del giudizio, non possono essere nominati coloro che negli ultimi due anni hanno ricoperto cariche lavorative o sociali presso gli intermediari finanziari o presso le associazioni dei consumatori.

La Segreteria Tecnica è l’ufficio della Consob che sostiene l’operato dell’ACF e tiene i rapporti con le parti coinvolte, ricevendo i ricorsi, gestendone le pratiche e vigilando sull’attuazione delle decisioni.

Chi e come può fare ricorso all’ACF?

Come accennato nel capitolo precedente, l’Arbitro per le Controversie Finanziarie si occupa di risolvere le controversie tra gli investitori “retail” e gli intermediari finanziari.

Gli investitori “retail” sono i risparmiatori – persone, imprese, società o altri enti – che non possiedono le necessarie conoscenze e competenze finanziarie. Costoro possono usufruire dell’ACF in maniera gratuita ed in ogni momento.

Gli intermediari sono i soggetti tramite i quali i risparmiatori effettuano i propri investimenti finanziati – ad esempio banche, società di intermediazione mobiliare (sim) e soggetti che gestiscono fondi comuni di investimento -. L’ACF gestisce le controversie di intermediari nazionali, comunitari che hanno una succursale in Italia ed extracomunitari autorizzati ad operare in Italia. Gli intermediari sono obbligati a registrarsi sulla piattaforma dell’ACF.

Qualsiasi risparmiatore che ritiene ci sia stata una violazione degli obblighi di correttezza, diligenza, informazione e trasparenza da parte di un intermediario, può rivolgersi all’ACF (fino ad un importo richiesto di 500.000 €).

E’ bene precisare che l’investitore deve aver prima inoltrato un reclamo all’intermediario; se non ottiene alcuna risposta entro 60 giorni o se questa non è soddisfacente, può presentare ricorso all’ACF (con un tempo massimo di 12 mesi qualora l’intermediario risponda al reclamo).

Il ricorso è gratuito ed avviene online: basta visitare il sito dell’ACF, registrarsi ed accedere all’area riservata tramite le credenziali fornite.

Dopo aver effettuato la registrazione, si deve compilare il ricorso fornendo il nome dell’intermediario, l’esposizione dei fatti e l’ammontare della somma richiesta. E’ ovviamente opportuno esibire quante più informazioni possibili, poiché più esaustiva sarà la documentazione, maggiori saranno le possibilità di una decisione favorevole. La compilazione del ricorso è guidata passo per passo e l’investitore verrà avvisato nel caso ci siano informazioni mancanti o inesatte.

Una volta inviato il ricorso, l’ACF entro sette giorni valuta la sua completezza e regolarità e lo invia all’intermediario interessato tramite la piattaforma online. L’intermediario ha a disposizione 30 giorni (o 45 giorni se è assistito da un’associazione di categoria) per presentare a sua volta la propria versione dei fatti, in modo da difendersi e dimostrare di avere agito correttamente.

A questo punto, prima l’investitore poi l’intermediario, hanno altri 15 giorni di tempo ciascuno per replicare e caricare sulla piattaforma ulteriori documentazioni a supporto della propria causa.

Il fascicolo elettronico si considera così chiuso e la controversia può essere sottoposta al giudizio del Collegio dell’ACF.

Cosa comporta la decisione dell’ACF?

La decisione dell’ACF avviene tramite una deliberazione collegiale, con la presenza di tutti i membri eventualmente sostituiti dai supplenti nominati, a maggioranza dei voti, entro 90 giorni dalla chiusura del fascicolo. Il termine può essere prorogato di altri 90 giorni, in caso di situazioni particolari o di richiesta da entrambe le parti.

Se il Collegio dell’ACF accoglie il ricorso dell’investitore, procede indicando le regole che l’intermediario avrebbe dovuto seguire e l’eventuale ammontare del rimborso; il Collegio indica anche un termine massimo per l’attuazione della delibera, il quale comunque non supera i 30 giorni.

Per quanto la decisione dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie non sia vincolante come la decisione di un Giudice, se essa non viene rispettata, l’intermediario subisce una specifica sanzione: per sei mesi verrà infatti pubblicata la notizia della mancata esecuzione della decisione sul sito web dell’ACF, su due quotidiani a diffusione nazionale e sulla homepage del sito dell’intermediario stesso.

Qualora la decisione del Collegio dell’ACF non fosse ritenuta soddisfacente, l’investitore, l’intermediario od entrambi possono procedere per vie legali.

Per maggiori informazioni, contattaci al n. 091585864, o manda una mail a info@studiolegaleacp.it oppure ancora su Skype, aggiungendo l’account studiolegaleacp, un nostro esperto sarà a tua completa disposizione.

Leave a Reply