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Assegno di mantenimento figlio maggiorenne: quando termina l’obbligo per il genitore? Quali sono i requisiti che stabiliscono che il figlio è ormai indipendente e può, quindi, provvedere a se stesso?

Il caso di cui trattiamo in questo articolo riguarda la vicenda di un padre che chiede l’interruzione del pagamento dell’assegno di mantenimento al proprio figlio,  ormai laureato e lavoratore.

La richiesta del padre è motivata dal fatto che il ragazzo aveva trovato un’occupazione a tempo determinato presso un ente statale, con un contratto di un anno, prorogabile per un ulteriore anno. 

Mantenimento figlio maggiorenne: cosa dice la legge

Portato il caso di fronte ai giudici, il tribunale di Ascoli Piceno accoglie la richiesta del genitore e blocca il versamento dell’assegno di mantenimento, a condizione che questo fosse ripristinato in caso di successiva perdita del lavoro. 

La Corte d’Appello, in seguito, accoglie il reclamo del figlio e rforma la prima sentenza in quanto si trova ad appurare che l’occupazione momentanea del ragazzo non può essere considerata come il raggiungimento dell’indipendenza economica per due motivi. 

In primo luogo, il contratto a tempo determinato è temporaneo e lascia incertezza sul futuro. In più, il reddito percepito dal ragazzo non è da ritenersi adeguato al titolo di studio ed alle aspirazioni del giovane.

La decisione della Cassazione

Il padre, avverso tale decisione, ricorre in Cassazione portando cinque motivazioni. Tra queste, egli sostiene che, giacché il ragazzo ha un lavoro, seppur a tempo determinato, percepisce comunque un reddito che lo rende indipendente economicamente

Ora, è assodato il fatto che l’obbligo dei genitori di concorrere al mantenimento dei figli non cessa con la maggiore età ma avviene solo nel momento in cui questi raggiungono l’indipendenza economica. 

È altresì stabilito che tale obbligo ha valore nella misura in cui un figlio si impegni con volontà a diventare autonomo e non si adagi sul fatto di essere mantenuto.

La Suprema Corte afferma, quindi, che il figlio maggiorenne ha diritto al mantenimento solo se, concluso il percorso formativo scolastico, riesca a provare di essersi adoperato per rendersi autonomo in senso economico. 

Questo significa che egli deve impegnarsi in modo attivo per reperire un’occupazione sulla base delle opportunità offerte dal mercato del lavoro, ridimensionando, se necessario, le proprie aspirazioni.

In virtù di ciò, la Prima Sezione della Suprema Corte cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa alla CdA di Ancona, in diversa composizione, la quale dovrà provvedere anche sulla liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

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