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La bambina cade in hotel: nessun risarcimento per i genitori distratti

Se la bambina cade in hotel, a causa della scarsa attenzione dei genitori, nessun risarcimento è dovuto. L’ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n.8216/21 depositata il 24 marzo scorso.

I giudici della Suprema Corte hanno infatti imputato la responsabilità della caduta ai genitori della bambina, respingendo la richiesta di risarcimento avanzata nei confronti dell’agenzia di viaggio.

bambina cade in hotel

La bambina cade in hotel – La vicenda

La vicenda risale al 2007 e ha per protagonista una bambina di 4 anni, rovinosamente caduta nel giardino dell’hotel di Sharm El Sheik in cui si trovava in vacanza. Inciampata sul ceppo di un albero, riportava una ferita alla gamba destra. I genitori avanzavano dunque una richiesta di risarcimento nei confronti dell’agenzia di viaggio che aveva organizzato il soggiorno, in quanto l’incidente era secondo loro imputabile alla struttura alberghiera.

Sia il Tribunale che la Corte d’Appello respingevano però l’azione risarcitoria, imputando invece la responsabilità del fatto alla disattenzione dei genitori che avrebbero dovuto sorvegliare la loro figlia.

La sentenza della Cassazione

Se la bambina cade in hotel per una disattenzione dei genitori, la famiglia non ha diritto ad alcun risercimento. È quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, confermando ciò che avevano deciso i giudici di primo e di secondo grado. L’arbusto che ha fatto inciampare la bambina, stando alla sentenza, era infatti una “naturale presenza all’interno di un’aiuola” e non in “un luogo in cui transitare“. E, i genitori, avrebbero dovuto sorvegliare con più attenzione la bambina per evitare che entrasse in quell’aiuola e che conseguentemente si facesse male.

Secondo i genitori, “il giudice avrebbe dovuto valutare non solo se la condotta della vittima fosse stata negligente, ma anche e soprattutto se detta condotta fosse prevedibile da parte dell’albergatore”. L’obiezione viene però respinta dai magistrati dalla Cassazione che, condividendo la visione tracciata in Appello, ritengono evidente “la sussistenza di un caso fortuito idoneo ad interrompere il nesso causale tra la cosa in custodia e l’evento dannoso, caso fortuito rappresentato dalla condotta della piccola vittima – caduta nell’inciampo nonostante la sua piena prevedibilità in ragione del luogo ove esso era posto (un’aiuola) di per sé non deputato al transito – e dalla condotta dei suoi genitori, tenuti ad una più stretta sorveglianza sulla figlia”.

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