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Lo scorso 4 febbraio, il Collegio di Milano si è pronunciato in merito alla truffa “Sim Swap Fraud”. E ha dato ragione al nostro assistito, che si è visto così restituire la somma (pari a € 11.450,00) sottratta dal suo conto.

La banca è tenuta a risarcire chi subisce prelievi fraudolenti a causa di tale truffa poiché  non sussiste la colpa grave del titolare del conto.

La banca è tenuta a risarcire chi subisce prelievi fraudolenti

La truffa “Sim Swap Fraud” – La vicenda

La vicenda risale al 13 marzo 2020. Quel giorno, il signor G, notava un malfunzionamento sulla propria linea telefonica e veniva informato della disattivazione della propria SIM, operazione da lui mai richiesta. Il giorno successivo, dal suo conto veniva effettuato un bonifico verso ignoti di € 11.450,00. L’operazione non era stata autorizzata dal signor G, titolare del conto, e mai erano stati da lui forniti gli accessi al conto corrente né alcun codice OTP.

Il cliente si rivolgeva dunque al nostro studio e, assistito dall’Avv. Mauro Petracca, chiedeva il rimborso della somma sottratta dal suo conto. Le motivazioni? La banca avrebbe dovuto effettuare ulteriori controlli, verifiche fatte successivamente per gli altri bonifici fraudolenti, e notificargli l’operazione: mai prima d’ora aveva effettuato bonifici così importanti, soprattutto verso l’estero.

La banca, tuttavia, si opponeva alla richiesta in quanto il cliente aveva sporto denuncia solamente il 16 marzo. Inoltre, il bonifico era stato effettuato in favore di un soggetto omonimo del cliente “in modo da far passare quasi inosservato un bonifico in favore di se stesso, come se fosse stato un mero giroconto”. Bonifici verso destinatari diversi erano invece stati bloccati. Infine, per effettuare un bonifico è necessario conoscere le credenziali dell’home banking e, solo dopo aver effettuato l’accesso, è possibile effettuare la richiesta di conferma dell’OTP. Secondo la banca, era stato il cliente a fornire tali dati inavvertitamente (phishing).

Tuttavia, non è così. Il cliente non aveva mai fornito le sue credenziali d’accesso, e la frode “Sim Swap Fraud” consiste proprio in questo: nell’aggirare il sistema di autenticazione a due fattori.

La banca è tenuta a risarcire chi subisce prelievi fraudolenti

La banca è tenuta a risarcire chi subisce prelievi fraudolenti – La decisione del Collegio di Milano

Essere stato vittima della “Sim Swap Fraud” e  non avere dunque alcuna colpa. Per questo motivo, il Collegio di Milano ha accolto e il ricorso condannando l’intermediario (la Banca) a corrispondere al correntista truffato la somma di € 11.450,00 oltre alla somma di € 200,00, quale contributo alle spese della procedura.

Per maggiori informazioni, contattaci al n. 091585864, o manda una mail a info@studiolegaleacp.it oppure ancora su Skype, aggiungendo l’account studiolegaleacp, un nostro esperto sarà a tua completa disposizione.

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