Contattaci per una consulenza +39 091 58 58 64 o per email info@studiolegaleacp.it
Seguici sui Social Network
Contattaci per una consulenza +39 091 58 58 64 o per email info@studiolegaleacp.it
Seguici sui Social Network

Casa cointestata: cosa accade in caso di separazione dei conviventi?

 

Casa cointestata: a chi va l’immobile in caso di separazione dei conviventi e in presenza di uno o più figli? La madre ha il diritto di esigere che il padre lasci la propria abitazione nonostante possieda una quota della stessa? Scopriamolo in questo articolo.

Separazione conviventi: a chi va la casa cointestata?

In caso di separazione dei conviventi, la proprietà dell’immobile (casa cointestata), è un diritto distinto da quello relativo all’abitazione. La legge prevede che, in presenza di figli minorenni o maggiorenni e privi di lavoro, il genitore possa abitare nella casa pur non essendo il proprietario della stessa.  In particolare, il tribunale attribuisce il cosiddetto “diritto di abitazione al genitore che provvederà alle cure del figlio anche se il bene immobile risulta in parte ( o totalmente) di proprietà dell’altro partner. 

Tale norma, ovvero l’assegnazione della casa familiare, è valida sia per le coppie sposate che per quelle di fatto. L’assegnazione della casa può avvenire: 

  1. solamente se la coppia ha figli non indipendenti da un punto di vista economico;
  2. in favore del genitore che ospita e alleva i bambini finché il genitore stesso o i figli non si trasferiscono in un’altra abitazione o finché i figli non raggiungano l’indipendenza economica.

Resta inteso che l’assegnazione della casa non compromette la proprietà del bene che rimane a chi risulta titolare secondo i pubblici registri immobiliari. 

In caso di coppia di conviventi, può accadere che:

  • se la casa appartiene a uno solo dei due partner, questi rimarrà il proprietario effettivo del bene, ma non potrà disporne fino a quando l’altro partner manterrà il suo diritto di abitazione;
  • se la casa risulta in comproprietà tra i due partner: ciascuno mantiene il 50% delle quote, non potendo disporne finché permane il diritto di abitazione.

Quando il diritto di abitazione cessa i due partner possono decidere insieme cosa farne dell’immobile. Può accadere che il bene venga messo in vendita con divisione al 50% del relativo ricavato; oppure si può decidere di assegnare il bene a uno dei due partner che provvederà a liquidare all’altro la relativa quota in denaro. Vi è anche la possibilità che in assenza di accordo ci si debba rivolgere al tribunale che valuterà se sia il caso di dividere il bene in due distinte unità immobiliari o di venderlo attraverso un’asta giudiziaria.

Se si tratta di una coppia di coniugi e la casa è in comunione dei beni, la comunione si scioglie al momento della separazione ma la proprietà resta cointestata al 50% per ciascuno. Se la casa è stata acquistata da uno solo dei due coniugi in regime di separazione dei beni, la proprietà resta a chi ha acquistato il bene e se non si tratta del genitore presso cui i figli abitano, lo stesso potrà riacquistare la disponibilità dell’immobile solamente dopo che cessi il diritto di abitazione.

Casa cointestata e mantenimento figli: cosa succede quando si ha separazione dei conviventi?

La casa cointestata è uno degli argomenti più diffusi e più dibattuti in caso di separazione dei conviventi per cui necessiterà un accordo tra i due partner. Inoltre, si dovrà trovare una soluzione sulla definizione di un assegno di mantenimento per i figli

Se non è possibile trovare un’intesa, ciascuno dei due partner può rivolgersi al tribunale che deciderà:

  • sull’entità dell’assegno di mantenimento per i figli: contributo fisso annuale, diviso in 12 mensilità con partecipazione, al 50% a tutte le spese straordinarie (ad esempio, spese mediche, viaggi, ecc.);
  • sull’affidamento dei figli. La regola, salvo diverse necessità, prevede che l’affidamento sia «congiunto», ovvero in capo ad entrambi i genitori; 
  • sulla collocazione dei figli, ossia l’abitazione dove questi andranno a vivere. Di norma i bambini vanno a stare dalla madre. In ogni caso, il giudice richiede il loro parere se hanno compiuto almeno 12 anni;
  • l’assegnazione della casa al genitore presso cui i figli vanno a vivere, indipendentemente dal fatto che sia o meno il proprietario dell’immobile.

Infine, il partner che chiede che i figli vengano collocati presso di sé, può esigere che il compagno/a lasci la casa nonostante ne sia proprietario per intero o per una quota. In tal caso potrà rivolgersi al giudice affinché decida quali provvedimenti prendere per regolare i rapporti tra i due ex partner dopo la separazione. Dopo la sentenza del tribunale, chi non è titolare del diritto di abitazione è tenuto ad abbandonare la casa che non risulterà più nel suo possesso finché durerà il diritto di abitazione medesimo.

Per maggiori informazioni, contattaci al n. 091585864, o manda una mail a info@studiolegaleacp.it oppure ancora su Skype, aggiungendo l’account studiolegaleacp, un nostro esperto sarà a tua completa disposizione.

14 Responses
  1. Deborah

    Ma se abbiamo una casa cointestata e 2 figli e io madre voglio andare a vivere da un’altra parte con i bambini e vendere a lui la mia quota della casa posso farlo? Che quota mi spetterebbe visto che abbiamo ancora il mutuo da pagare

  2. Antonio

    Chiedo scusa. Nel mio caso…..casa cointestata contestualmente al mutuo in corso e un figlio. Come si risolve il diritto di abitazione e il contestuale pagamento del mutuo? Se io dovessi uscire di casa, dovrei pagare la mia parte di mutuo e quanto di mantenimento di mio figlio? Grazie

    1. Buongiorno,
      non è possibile fare alcuna valutazione non avendo informazioni sufficienti in punto.
      Normalmente comunque l’assegnazione della casa coniugale viene disposta a favore del genitore affidatario per tutelare la prole.
      Sarà poi il Giudice a valutare nello specifico le condizioni.
      Cordiali saluti

  3. Gigi

    Quando la casa coniugale, comproprietà di due divorziati, non è stata assegnata ad uno dei due ex coniugi giudizialmente, il comproprietario che non occupa l’immobile (perchè ad esempio ha iniziato una relazione more uxorio con un’altra persona in un’altra abitazione), può chiedere a chi abita l’immobile un affitto in virtù del fatto che quest’ultimo sta godendo di un bene parzialmente altrui?

  4. Ilaria

    Salve, se la casa è cointestata e abbiamo 2 figli minorenni, può l’altro coniuge vendere la sua parte di casa? Parto dal presupposto che la donna non voglia/possa acquistare anche l altra quota.
    Grazie mille

    1. Buongiorno,
      il comproprietario può cedere la propria quota a terzi anche senza il consenso degli altri comproprietari. Tuttavia, se limmobile è pervenuto per successione, allora la legge prevede un diritto prelazione per gli altri coeredi.
      Cordiali saluti.

  5. Luca cedri

    Buongiorno,
    Io e la mia attuale compagna conviviamo ( no coppia di fatto) in una casa con mutuo cointestato ed abbiamo un figlio di 6 anni
    Mio reddito circa 1600 mensili,suo di circa 800€.
    Nel caso ci lasciassimo, oltre al mantenimento per il bambino, sarei costretto a pagare il mutuo anche se io me ne andassi di casa regalandole la mia quota, visto il suo basso reddito? Grazie mille

  6. Chiara

    Buongiorno
    Convivo con il mio compagno in un appartamento di proprietà di entrambi con mutuo. Abbiamo una bambina di 3 anni.
    Le cose non vanno bene e lui vorrebbe fossi io con la figlia a lasciare casa almeno temporaneamente.
    Io posso andare dai miei ma lui non mi firma un documento nel quale dichiara di essere d’accordo. Cosa rischio uscendo senza nulla di scritto?
    Grazie mille

    1. Buonasera,
      ha ragione a voler riportare la bozza di accordo per iscritto, onde evitare che in un futuro il Suo compagno possa rimangiarsi la parola e poi accusarla di aver repentinamente abbandonato il tetto coniugale.
      Cordiali saluti

  7. Bruno

    Salve. Io e mio fratello abbiamo la piena proprietà di 1/6 a testa dell’abitazione dove mio padre vive con la sua seconda moglie. Le nostre quote le abbiamo ricevute in eredita alla morte di nostra mamma che era comproprietaria al 50% con nostro padre. Essendo pieni proprietari di queste quote vorremmo sapere se alla seconda moglie di mio padre spetta il diritto di abitazione e se si quali diritti abbiamo noi per effetto della piena proprietà posseduta.

    1. Buonasera,
      l’art 540 cc riserva al coniuge superstite il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare solamente se quest’ultima sia di proprietà del de cuius.
      Ciò significa che in caso di immobile di proprietà di terzi o in comproprietà con terzi il diritto di abitazione non spetta.
      Cordiali saluti

Leave a Reply