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Quando c’è il concorso di colpa in un tamponamento a catena?

In un tamponamento a catena si applica l’articolo 2054, comma 2, del Codice Civile. La presunzione di colpa riguarda dunque in eguale misura entrambi i conducenti di ciascuna coppia di veicoli, a meno che non venga fornita la prova liberatoria di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.

L’ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4304/21 depositata lo scorso 18 febbraio.

tamponamento a catena
Foto da Pixabay

Tamponamento a catena e concorso di colpa – La vicenda

La vicenda ha per protagonista un cittadino, che conveniva in giudizio  una società assicurativa. Il motivo? Le gravi lesioni subite a seguito di un sinistro, nel quale l’auto che l’aveva urtato era fuggita senza prestare soccorso. Il Tribunale accoglieva parzialmente la domanda, riconoscendo un concorso di colpa paritario. La Corte d’Appello invece rigettava il gravame, sottolineando che si era trattato di un tamponamento a catena e non era stata superata la presunzione di colpa concorrente (ricordiamo che, il concorso di colpa paritario, si verifica quando la responsabilità dell’incidente stradale è egualitaria, e quindi suddivisa in parti uguali tra tutti i soggetti coinvolti).

L’uomo ricorreva dunque in Cassazione lamentando l’erronea valutazione da parte della Corte d’Appello, in quanto il Collegio di merito aveva accertato che si era trattato di un tamponamento avvenuto con le auto ferme in colonna. Inoltre, chiedeva il risarcimento del danno patrimoniale negato nei primi due gradi.

tamponamento a catena
Foto da Pixabay

La decisione della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’uomo. “Il conducente di un veicolo dev’essere in grado di garantire in ogni caso l’arresto tempestivo dello stesso, evitando collisioni con il veicolo che precede” si legge nella sentenza. “Esclusa l’applicabilità della presunzione di pari colpa di cui all’art. 2054, secondo comma, Cod. Civ., egli resta gravato dell’onere di fornire la prova liberatoria, dimostrando che il mancato tempestivo arresto del mezzo e la conseguente collisione sono stati determinati da cause in tutto o in parte a lui non imputabili”.

In sostanza, il concorso di colpa in un tamponamento a catena viene applicato sempre. A meno che il conducente non sia in grado di dimostrare, con prove inconfutabili, di aver fatto tutto il possibile per evitare di colpire a sua volta il veicolo davanti. Nel caso in questione, l’uomo che si rivolgeva in Tribunale si trovava a bordo di un ciclomotore in una situazione di traffico con veicoli fermi in colonna, ma il suo mezzo non era fermo (come accertato dalla Corte d’Appello). Qualora il tamponamento invece avvenisse tra veicoli fermi in colonna, al contrario, l’unico responsabile degli effetti delle collisioni sarebbe il conducente che ha dato origine agli “scontri” tamponando l’ultimo veicolo della fila.

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