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Coniugi separati: ripartizione spese straordinarie dei figli

A seguito di una separazione tra coniugi, quando ci sono da affrontare spese straordinarie dei figli, non sempre vale la ripartizione al 50%. Questo è quanto stabilito dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 14813 del 10 maggio 2022.

Il caso è quello di una coppia divorziata la cui figlia frequenta un’attività sportiva equestre, considerata spesa straordinaria, ovvero non necessaria alla sopravvivenza e che quindi esula dall’importo dell’assegno di mantenimento

Una precedente disposizione del giudice di prime cure aveva ripartito la spesa relativa all’attività sportiva con l’80% a carico del padre e il restante 20% a carico della madre. 

Spese straordinarie dei figli: la decisione della Cassazione

L’uomo, dopo un primo reclamo, in parte rigettato dalla Corte d’Appello, ricorre in Cassazione, denunciando una violazione di legge e il vizio di motivazione, in quanto in sede di divorzio tali spese straordinarie erano state distribuite nella misura del 50% tra entrambi i coniugi.

La Cassazione, però, ritiene la doglianza infondata. I giudici chiamati ad esprimersi, infatti, ritengono che le spese straordinarie che riguardano le attività dei figli di genitori separati non debbano essere necessariamente suddivise in parti uguali, soprattutto nel caso in cui ci sia chiara discordanza tra i redditi delle due parti.

spese straordinarie dei figli

Una precedente sentenza della Cassazione (n. 35710/2021) aveva già stabilito che, in questi casi, le spese straordinarie di mantenimento dei figli vanno stabilite in proporzione alle disponibilità economiche di ognuno di essi, tenendo conto anche delle ulteriori risorse di entrambi e della “valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti”.

Pertanto, nel caso in questione, non vi è alcun vizio nella decisione dei giudici, né tanto meno una violazione delle precedenti disposizioni avvenute in sede di divorzio. 

Riguardo il caso della spesa straordinaria per sostenere i costi dell’attività sportiva della ragazza, infatti, il giudice ha ritenuto doveroso tenere in considerazione il reddito dei genitori e verificare che il padre, data la sua attività di avvocato e gli introiti provenienti dalla proprietà di un prestigioso complesso immobiliare, sia in una posizione nettamente privilegiata rispetto alla madre.

Motivo per cui egli può provvedere in maniera decisamente più corposa alle spese della figlia. 

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