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Lo studio legale acp si occupa di divisione giudiziale dei beni
Cos’è la Divisione Giudiziale dei Beni?

L’argomento che andremo ad esporre in questo articolo riguarda il diritto ereditario, più esattamente la divisione giudiziale dei beni. Per capire meglio di cosa si tratta, è bene sapere che la divisione ereditaria può avvenire in tre modi: dal testamento del defunto, mediante accordo unanime dei coeredi oppure tramite un procedimento giudiziale di divisione su domanda di uno qualsiasi degli eredi.

La divisione giudiziale dei beni avviene quindi nei casi in cui l’eredità non è stata ripartita dal defunto e gli eredi non trovano un accordo per la sua ripartizione.

Vediamo ora più nel dettaglio come avviene la divisione giudiziale dei beni, tenendo conto anche di casi particolari, anche se non insoliti.

Chi e come può chiedere la divisione giudiziale?

Come accennato poco sopra, qualsiasi coerede – anche se in possesso di una piccola percentuale dei bene – può richiedere la divisione dell’eredità, senza che nessun altro erede possa opporsi (questo principio è valido per qualsiasi forma di comunione, non solo per quella ereditaria).

Prima di avviare una causa, si deve dare corso ad un procedimento di mediazione con tutti gli altri eredi, assistiti da un avvocato, presso un organismo riconosciuto dal Ministero della Giustizia. In caso in cui la mediazione non vada a buon fine, si può procedere con la divisione giudiziale, senza alcun limite di tempo; dovranno partecipare alla causa non solo tutti i coeredi, ma anche i creditori in possesso di garanzie sui beni ereditati in questione e coloro che hanno dei diritti sugli eventuali beni immobili.

Per dare avvio al procedimento, il coerede che intende chiedere la divisione dei beni deve rivolgersi al Tribunale competente per il luogo in cui si è aperta la successione, cioè per l’ultimo domicilio del defunto, a prescindere dalla locazione dei beni in questione.

 

Il processo di divisione è strutturato in due fasi:

– la verifica del diritto di ogni erede interessato – gestita dal Giudice;

– la formazione delle porzioni dei beni corrispondenti alla quota in possesso di ogni erede. Durante questa fase, una volta definita la massa da dividere, le proporzioni vengono calcolate e suddivise. Il Giudice può decidere di delegare questo compito ad un notaio (si parlerà quindi, in questo caso, di divisione giudiziale notarile).

Il Giudice si occupa di redigere il progetto di divisione, avvalendosi dell’aiuto di esperti da lui nominati, e di depositarlo presso la Cancelleria perché tutti gli eredi possano prenderene visione. A questo punto viene fissata un’udienza per discutere il progetto redatto, alla quale sono invitati tutti i coeredi (la mancata partecipazione viene considerata come accettazione del progetto). Se il progetto viene contestato, il Giudice può modificarlo e poi decidere sulle contestazioni con un’apposita sentenza, altrimenti procede con la sua approvazione e stabilisce le modalità con cui avverrà la divisione.

Cosa succede se i beni sono indivisibili?

Un bene indivisibile è un bene non frazionabile fisicamente; solitamente vengono considerati tali i beni immobili, ma rientrano nella definizione anche beni mobili, aziende e i beni la cui divisione ne comprometterebbe l’uso e la destinazione.

Se la divisione giudiziale riguarda dei beni indivisibili si applica l’art. 720 del Codice Civile, il quale prevede che “Se nell’eredità vi sono immobili non comodamente divisibili, o il cui frazionamento recherebbe pregiudizio alle ragioni della pubblica economia o dell’igiene, essi devono preferibilmente essere compresi per intero, con addebito dell’eccedenza, nella porzione di uno dei coeredi aventi diritto alla quota maggiore, o anche nelle porzioni di più coeredi, se questi ne richiedono congiuntamente l’attribuzione. Se nessuno dei coeredi è a ciò disposto, si fa luogo alla vendita all’incanto“.

In poche parole, se il bene non è divisibile, uno o più eredi – preferibilmente in possesso delle quote di maggioranza – possono chiederne l’attribuzione diretta versando una somma di pareggio agli altri eredi. Nel caso in cui, invece, nessuno sia disposto disposto a farlo, si procederà alla vendita a terzi e alla successiva divisione del ricavato in proporzione alle quote di ciascun erede.

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