Contattaci per una consulenza +39 091 58 58 64 o per email info@studiolegaleacp.it
Seguici sui Social Network
Contattaci per una consulenza +39 091 58 58 64 o per email info@studiolegaleacp.it
Seguici sui Social Network

Quando un dipendente riceve vessazioni continue dal proprio datore di lavoro, può procedere con una denuncia per mobbing e ottenere un risarcimento per illecito civile. In alcuni casi, che vedremo in seguito, il mobbing diventa anche reato

Come riconoscere i casi in cui si è vittima di mobbing? Come liberarsi da una situazione di molestia in ambito lavorativo? Vediamo cosa dice la legge a riguardo. 

Che cos’è il mobbing

Ci troviamo di fronte a un caso di mobbing quando una persona riceve continue umiliazioni e pressioni psicologiche in ambito lavorativo. Tali vessazioni possono essere attuate con: 

  • procedimenti disciplinari ingiustificati, 
  • eccessivo carico di lavoro, 
  • emarginazione,
  • attribuzione di compiti inferiori alla propria posizione,
  • umiliazioni pubbliche.

Solitamente, lo scopo di chi attua mobbing nei confronti di un sottoposto è quello di portarlo a una situazione di esasperazione, al punto da provocarne le dimissioni spontanee.

Quando si può fare denuncia per mobbing

Il dipendente vittima di mobbing può richiedere un risarcimento del danno nel momento in cui è vittima di mobbing e riesce a dimostrare la propria condizione con prove certe delle ingiustizie subite e dei danni psichici o fisici che queste hanno causato.

Le prove possono essere fornite da testimonianze di colleghi, dimostrazione di essere stato messo in grave difficoltà sul lavoro, registrazioni audio e video, certificati medici.

A seconda dei casi e in base alle prove fornite, il lavoratore può ricevere un risarcimento per danno professionale, biologico o esistenziale. In alcuni casi invece il mobbing può essere considerato e punito come reato. 

Quando il mobbing diventa reato

Nel caso in cui sussista un rapporto molto stretto tra datore di lavoro e dipendente, il mobbing può integrare il reato di maltrattamenti in famiglia. Questo accade soprattutto nelle piccole aziende, dove il rapporto tra le due parti è continuo e frequente.

 

denuncia per mobbing

La sentenza della Corte di Cassazione n. 19268/22 del 16.05.2022, però, ha esteso il reato di mobbing anche alle grandi aziende, se il superiore ha uno stretto contatto con il lavoratore vessato. 

In questi casi, la condanna può avvenire anche facendo riferimento solo alle dichiarazioni della vittima. Il reato è quello previsto dall’articolo 572 del Codice penale, che penalizza i maltrattamenti in famiglia. 

Infatti, la giurisprudenza ha ritenuto che, quando un rapporto di lavoro è talmente stretto da poter essere paragonato a una frequentazione para-familiare con tutto ciò che ne consegue ( relazione abituale, soggezione e supremazia, fiducia), anche i danni scaturiti dai maltrattamenti possono essere paragonati. 

Come fare denuncia per mobbing

Poiché il mobbing è un reato procedibile a querela e non  d’ufficio,  sarà necessario che la vittima presenti una denuncia all’autorità giudiziaria..

La querela per mobbing può essere presentata entro 3 mesi dall’ultimo avvenimento vessatorio, con una dichiarazione verbale o scritta presso le forze dell’ordine preposte o direttamente alla Procura della Repubblica.

Per maggiori informazioni, contattaci al n. 091585864, o manda una mail a info@studiolegaleacp.it oppure ancora su Skype, aggiungendo l’account studiolegaleacp, un nostro esperto sarà a tua completa disposizione.

 

 

 

Leave a Reply