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Da oggi, 26 Maggio 2015, il divorzio breve è legge in Italia.

La riforma sul divorzio, dopo lunghi dibattiti politici, è, infatti, stata approvata in via definitiva dal nostro Parlamento il 22 Aprile 2015 ed entra oggi in vigore.

La nuova legge rappresenta un’importante svolta nella disciplina dello scioglimento del matrimonio. Vediamo, dunque, cosa cambia concretamente da oggi per chi vuole divorziare.

Cosa cambia?

Con la nuova riforma, è adesso possibile ottenere il divorzio in sei mesi nel caso di separazione consensuale ed in dodici mesi nel caso di separazione giudiziale.

Fino ad oggi era invece necessario attendere tre anni dalla separazione per poter ottenere il divorzio.

La nuova legge non interviene, dunque, a modificare la modalità di scioglimento del matrimonio, che richiede sempre una prima pronuncia di separazione ed una successiva di divorzio, ma accorcia notevolmente i tempi.

Questa riduzione del tempo necessario tra separazione e divorzio da tre anni a sei mesi od un anno al massimo, unitamente ai nuovi strumenti di separazione extragiudiziali (negoziazione assistita, pronuncia del sindaco), introdotti di recente dal legislatore (L. n. 162/2014), consentono, di fatto, di sciogliere un matrimonio molto più rapidamente di quanto avvenisse in passato.

Sull’ambito di applicazione del divorzio breve, è importante precisare che la nuova legge si applica indipendentemente dalla presenza di figli.

Si può, dunque, affermare che tutti i coniugi oggi possono avvalersi del divorzio breve.

Ciò anche in considerazione del fatto che la nuova legge si applica anche ai procedimenti già in corso al 26 maggio 2015.

In sostanza, anche due coniugi oggi già separati non dovranno attendere più tre anni dalla data di pronuncia della separazione per ottenere il divorzio, saranno, infatti, sufficienti sei mesi se separati consensualmente o un anno se separati giudizialmente.

Novità anche sulla comunione dei beni

La nuova legge interviene anche sui tempi della separazione dei beni.

Da oggi, la comunione dei beni si considera sciolta nel momento stesso in cui i coniugi, con qualsiasi strumento, sottoscrivono la separazione consensuale oppure, nelle ipotesi di separazioni dinanzi al Tribunale, nel momento in cui il giudice autorizza i coniugi a vivere separati.

In passato, lo scioglimento della comunione dei beni avveniva, invece, solo al definitivo consolidamento della pronuncia di separazione.

I tempi del divorzio in Europa

La nuova riforma va accolta con favore anche in un’ottica di diritto comparato internazionale in quanto allinea l’Italia alla maggioranza dei paesi europei che prevedono divorzi brevi o, addirittura, immediati.

Vediamo alcuni esempi di tempi di divorzio negli altri paesi europei.

Italia: da oggi, 6 mesi consensuale, 12 mesi non consensuale

Francia: consensuale immediato, 2 anni non consensuale

Spagna: Immediato

Inghilterra: 2 anni consensuale, 5 anni non consensuale

Irlanda: 4 anni;

Svezia, Finlandia: 6 mesi

Norvegia, Estonia, Romania, Lettonia, Croazia, Serbia: immediato

 

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