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Che cos’è il divorzio breve? E’ possibile richiederlo senza seguire la procedura ordinaria? Ecco
una breve panoramica della disciplina legislativa relativa alla fine di una relazione coniugale.
 

Separazione e divorzio: quale procedura seguire?

Il codice civile prevede diverse tipologie di separazione personale che hanno caratteristiche ed effetti specifici. Attualmente, in caso di separazione, è possibile seguire una procedura ordinaria o una procedura semplificata.
 
Divorzio breve: come funziona la procedura prevista? Risponde lo studio legale acp

Procedura ordinaria: separazione di fatto, consensuale o giudiziale

La separazione tra due coniugi, a prescindere dalle cause, si caratterizza in base allo stato del rapporto e dal livello di conflittualità. Pertanto si può decidere tra:
  • separazione consensuale: avviene con il semplice accordo dei coniugi; la convenzione deve essere omologata da un giudice che si configura come soggetto terzo e neutrale che ha il compito di accertare la legittimità delle condizioni inserite e interviene nel caso in cui i figli non siano stati adeguatamente tutelati;
  • separazione giudiziale: stabilita tramite sentenza, in caso di conflittualità tra i coniugi. In questo caso il giudice, dopo aver verificato l’impossibilità della prosecuzione della convivenza o accertato che essa sia dannosa per i figli, assume la decisione con la sua autorità;
  • separazione di fatto: non ha effetti giuridici in quanto non prevede una sentenza del Tribunale.

Procedure semplificate: negoziazione assistita e separazione breve

A partire dal 2015 il Legislatore ha reso più agevole la procedura di sospensione degli effetti del proprio matrimonio. Oggi, i coniugi possono scegliere una strada diversa e accedere al divorzio immediato ed a tipologie di separazione alternative alla procedura ordinaria.
In particolare, sono state introdotte procedure semplificate come:
 
  • separazione tramite negoziazione assistita: i coniugi ricorrono alla mediazione di uno o più avvocati per redigere un accordo che disciplina i loro rapporti e che deve essere portato a compimento entro un termine non inferiore a un mese enon superiore a tre mesi. La convenzione, redatta per iscritto e sottoscritta da entrambi i coniugi e dai loro legali, deve essere trasmessa al pubblico ministero competente per territorio che, in assenza di irregolarità o violazioni a danno dei figli minori o non autosufficienti, dà il proprio nulla osta; l’accordo autorizzato viene poi trasmesso all’ufficiale di stato civile del comune in cui il matrimonio è stato trascritto.
  • separazione breve: accordo concluso in presenza dell’ufficiale di stato civile, senza l’assistenza di un avvocato. Questa procedura può essere avviata soltanto in assenza di figli minori o non autosufficienti o portatori di handicap.
Ma come ottenere anche un divorzio rapido? In presenza di determinate circostanze è possibile ricorrere al divorzio breve che permette di ridurre notevolmente i tempi per sciogliere il matrimonio. Ecco come funziona.
 

Divorzio breve: qual è la procedura prevista?

Divorzio breve: come funziona la procedura prevista? Lo spiega lo studio legale acp

Il divorzio breve, legge n.55 del 2015, è entrato in vigore in Italia il 6 maggio 2015 , ed è stato pubblicato l’11 maggio nella Gazzetta Ufficiale n.107. Cosa prevede la nuova legge sul divorzio?
In Italia il divorzio è stato introdotto a partire dal 1970, anno in cui è stata adottata la legge sullo scioglimento degli effetti civili del matrimonio. A differenza della separazione, il divorzio è una soluzione definitiva che determina la cessazione del rapporto coniugale e di tutte le situazioni giuridiche, personali ed economiche, collegate al matrimonio.
La riforma del 2015 non solo ha modificato i tempi di richiesta, ma ha anche snellito le procedure da seguire. Bisogna chiarire però che il divorzio non può mai essere richiesto in prima battuta, ma deve sempre succedere a una separazione personale.
Analizzando in dettaglio le nuove disposizioni, si evidenzia come i tempi per chiedere la cessazione degli effetti matrimoniali sono stati ridotti: da tre anni a dodici mesi, in caso di separazione giudiziale, e da tre anni a sei mesi, nel caso di separazione consensuale, con negoziazione assistita o dinanzi all’ufficiale di stato civile. I nuovi termini entrano in vigore, nel primo caso, dalla sentenza del Tribunale e, nel secondo caso , dall’omologa dell’accordo, dalla sua certificazione in presenza di avvocati o dal suo perfezionamento davanti al sindaco.
Come previsto per la separazione, anche per il divorzio è possibile scegliere se avviare la procedura ordinaria dinanzi al Tribunale oppure optare per il percorso più snello della negoziazione assistita ovvero ancora del procedimento dinanzi all’ufficiale di stato civile. Quest’ultima opzione non è permessa se vi sono figli minori, non autosufficienti o portatori di handicap.
 

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