Contattaci per una consulenza +39 091 58 58 64 o per email info@studiolegaleacp.it
Seguici sui Social Network
Contattaci per una consulenza +39 091 58 58 64 o per email info@studiolegaleacp.it
Seguici sui Social Network

Enopirateria: Cos’è e Come Difendersi?

Lo studio legale acp si occupa di tutele contro l'enopirateria
Enopirateria: cos’è e come difendersi?

Grazie alle sue peculiari condizioni climatiche e geografiche, l’Italia vanta una tradizione enologica millenaria e riconosciuta in tutto il mondo. L’enologia nel suo senso più ampio è entrata a far parte della nostra cultura fin dai tempi antichi e nei secoli si è evoluta unendo innovazione e tradizione, rispecchiando la storia, gli usi e i costumi dell’area di produzione.

I legami tra territorio e cultura locale hanno fatto sì che la tradizione enologica italiana sia riconosciuta ed ammirata in tutto il mondo. L’Italia infatti è il primo produttore mondiale di vino e quello enologico è uno dei comparti in cui il Made in Italy è maggiormente apprezzato e richiesto all’estero. Tuttavia, la crescente domanda di vino italiano nel mondo ha fatto sì che aumentasse anche la concorrenza da parte di paesi con una tradizione enologica di minor spessore e purtroppo con essa si sono moltiplicati i fenomeni dell’enopirateria.

Cerchiamo quindi di capire in cosa consiste il fenomeno dell’enopirateria e come difendersi se i propri prodotti vengono contraffatti.

 

Cos’è l’enopirateria?

Con il termine enopirateria ci si riferisce sia alla contraffazione di denominazioni di origine, indicazioni geografiche e marchi sia ai riferimenti ingannevoli ad aree geografiche, cioè all’utilizzo di indicazioni con nomi di altri Stati o regioni oppure con simboli ad essi riconducibili (il cosiddetto Italian sounding).

Il Codice della Proprietà Industriale definisce atti di pirateria “le contraffazioni e le usurpazioni di altrui diritti di proprietà industriale, realizzate dolosamente in modo sistematico“.

L’enopirateria quindi si riferisce da una parte ad una frode della proprietà intellettuale e ad una frode in commercio – ad esempio se si utilizza un marchio o una denominazione senza titolo -, dall’altra ad una frode alimentare – nel caso di utilizzo di una denominazione in violazione dei disciplinari di produzione -.

La contraffazione in ambito enologico, pur risalendo a tempi molto antichi (ci sono testimonianze risalenti addirittura all’Impero Romano) è un fenomeno che si è rapidamente diffuso nel corso del secolo scorso. Inutile dire che seppur l’enopirateria sia motivata da motivi economici e commerciali, grosso peso ricopre l’immagine – in negativo, ovviamente, per i produttori che vedono i propri prodotti contraffatti ed immessi nel mercato -.

Nonostante l’enopirateria sia un fenomeno che colpisce moltissimi produttori in tutto il mondo, si stima che le aziende italiane potrebbero quasi duplicare le proprie esportazioni se assorbissero i prodotti contraffatti e i cosiddetti “Italian sounding”.

Quali sono le forme di tutela contro l’enopirateria?

La normativa italiana sulle indicazioni geografiche riflette i dettami comunitari e, in seguito all’approvazione del Codice di proprietà industriale, gli istituti delle DOP e IGP sono stati riconosciuti titoli di proprietà intellettuale. I rimedi previsti dal nostro ordinamento contro l’enopirateria sono sia civili che penali.

Il produttore danneggiato può infatti rivolgersi al Tribunale per ottenere un provvedimento che proibisca la produzione, il commercio e l’uso dei beni che costituiscono violazione del diritto; inoltre, i beni in questione possono essere ritirati definitivamente dal commercio. E’ possibile anche ottenere la distruzione di tutti i beni che costituiscono la violazione, a meno di particolari motivi, il tutto a spese dell’autore della violazione, così come previsto dall’art. 124 del Codice delle proprietà industriali.

In aggiunta a ciò, il Codice delle proprietà industriali, all’art. 125, prevede anche che il produttore possa ottenere un risarcimento del danno dall’autore della violazione. In questo caso si tiene conto di svariati fattori, tra cui le conseguenze economiche negative – compreso il mancato guadagno – del titolare del diritto leso, i benefici economici realizzati dall’autore della violazione e, in alcuni casi particolari, elementi come il danno morale arrecato.

In alternativa al mancato guadagno, è possibile chiedere all’autore della violazione la restituzione degli utili realizzati.

Ricordiamo infine che l’autore della violazione sarà responsabile non solo civilmente ma anche penalmente della propria condotta, quindi il produttore danneggiato dovrà denunciarlo all’autorità giudiziaria.

 

In conclusione, quindi, nonostante l’enopirateria sia un fenomeno costante, il nostro ordinamento si sta adeguando e tutela fortemente le indicazioni geografiche tipiche e le qualità proprie dei singoli prodotti.

 

Per maggiori informazioni, contattaci al n. 091585864, o manda una mail a info@studiolegaleacp.it oppure ancora su Skype, aggiungendo l’account studiolegaleacp, un nostro esperto sarà a tua completa disposizione.

Leave a Reply