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L’assegno di mantenimento è dovuto dal genitore, negli importi decisi dal giudice, anche al figlio maggiorenne. A stabilirlo è il Codice Civile che, all’articolo 337 septies, spiega come l’assegno debba essere corrisposto fino al raggiungimento dell’autosufficienza economica.

C’è però una condizione: al compimento dei 18 anni, per conservare il diritto al mantenimento, il figlio deve essere impegnato nella prosecuzione del percorso di studi oppure – se disoccupato – attivamente coinvolto nella ricerca di un lavoro. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 29779/20 depositata il 29 dicembre 2020.

assegno di mantenimento al figlio maggiorenne

Assegno di mantenimento al figlio maggiorenne – La vicenda

La vicenda ha per protagonista una donna, che si è rivolta in Cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello. Il giudice, nell’occasione, aveva posto a carico dell’ex marito l’obbligo all’assegno di mantenimento per il figlio diciottenne non ancora autosufficiente. Ma non aveva disposto il mantenimento per il figlio maggiore, anch’esso non economicamente indipendente ma di nove anni più grande.

Il motivo? Il ventisettenne non aveva fatto nulla per raggiungere l’indipendenza. La Cassazione ha confermato la sentenza, rigettando il ricorso della donna. Nella fattispecie, ha ribadito che: “il figlio
divenuto maggiorenne ha diritto al mantenimento a carico dei genitori soltanto se, ultimato il prescelto percorso formativo scolastico, dimostri, con conseguente onere probatorio a suo carico, di essersi adoperato effettivamente per rendersi autonomo economicamente, impegnandosi attivamente per trovare un’occupazione in base alle opportunità reali offerte dal mercato del lavoro, se del caso ridimensionando le proprie aspirazioni, senza indugiare nell’attesa di una opportunità lavorativa consona alle proprie ambizioni”.

assegno di mantenimento

Fino a quando è dovuto l’assegno di mantenimento?

Anche i figli maggiorenni hanno diritto all’assegno di mantenimento. Come stabilito dal Codice Civile, la discriminante è infatti l’autosufficienza economica. Tuttavia, un figlio non può e non deve essere mantenuto per sempre, quantomeno agli occhi della Legge. Sarà il giudice a decidere caso per caso l’opportunità del mantenimento, e ci sono Tribunali che hanno deciso di fissare un’età massima dopo la quale – pur in assenza dell’autosufficienza economica – l’assegno non è dovuto.

Per autosufficienza economica s’intende il percepimento di una retribuzione idonea a garantire una vita pienamente autonoma e dignitosa. Se il figlio maggiorenne non lavora, o lavora ma non guadagna a sufficienza per potersi mantenere, per il genitore non viene meno l’obbligo del mantenimento.

Tuttavia c’è una situazione in cui l’obbligo decade: se la mancanza di un lavoro remunerativamente adeguato è imputabile alla negligenza del figlio e non alle concrete opportunità che il mercato del lavoro offre. Ovviamente, il figlio maggiorenne non è obbligato a lavorare. Può anche scegliere di proseguire il suo percorso di studi, preservando il diritto all’assegno di mantenimento.

Infine l’assegno di mantenimento non è dovuto se, dopo aver raggiunto e mantenuto l’autosufficienza per un certo tempo, il figlio perde il lavoro.

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