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Cosa succede quando un cliente di istituto di credito è vittima di frode per mezzo informatico? La sentenza della Cassazione n. 16417 del 20 maggio 2022 si sofferma sulla responsabilità contrattuale della banca .

Frode informatica e responsabilità contrattuale

Una cliente di Poste Italiane si ritrova vittima di frode informatica sul proprio conto corrente. In particolare, subiva un ammanco di 1000 € per una ricarica telefonica avvenuta in seguito al furto dei suoi codici di sicurezza. 

La donna chiede il risarcimento all’ente bancario per violazione della responsabilità contrattuale di quest’ultimo. Nella sentenza di primo grado il giudice condanna Poste Italiane alla restituzione della somma sottratta e a pagare 100 € quale danno morale.  

In sede di Appello, invece, il Tribunale ribalta la precedente decisione, sostenendo che, premesso che il prelievo illecito era da da ricondurre a un accesso illegittimo all’home banking della signora, non sussiste alcun obbligo della banca verso la cliente, eccetto il caso di espressa manleva, non riscontrabile in questa situazione.

In seguito a questa decisione, la signora ricorre in Cassazione, ribadendo che all’ente bancario  va attribuita la responsabilità contrattuale per la truffa subita. 

La decisione della Corte di Cassazione

frode bancaria - responsabilità contrattuale

La Corte di Cassazione accoglie la domanda della ricorrente, ritenendo le sue motivazioni fondate. 

Infatti, la responsabilità della banca è assolutamente di natura contrattuale. L’ente in questione, data la natura dei rapporti fiduciari con i clienti, deve pertanto assumersi il rischio professionale nell’ambito dell’esercizio del servizio erogato.

La caratteristica della responsabilità contrattuale, a differenza di quella extracontrattuale, è che chi subisce un danno deve solamente dimostrare di averlo subito e l’esistenza del rapporto contrattuale in essere. 

Sarà onere poi della controparte dimostrare che  il danno si è verificato per causa a lui non imputabile.

Nel caso specifico, la responsabilità contrattuale della banca, collegata anche al rischio professionale che la stessa deve assumersi, si fonda sul non aver garantito la sicurezza informatica e nel non essere riuscita a dimostrare che il fatto si è verificato per cause a sé  non imputabili.

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