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Gli sposi sono insoddisfatti del banchetto nuziale: quando non pagare è lecito

Se gli sposi sono insoddisfatti del banchetto nuziale, il mancato pagamento è lecito. L’ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza 3009 depositata lo scorso 9 febbraio.

Bocciato dunque il decreto ingiuntivo, a cui il ristoratore ha fatto ricorso per ottenere dagli sposi 3mila 500 euro.

Gli sposi sono insoddisfatti del banchetto nuziale – La vicenda

La vicenda ha per protagonista il proprietario di un agriturismo in Sicilia, e una coppia di sposi che ha celebrato lì le sue nozze nell’autunno del 2008. Insoddisfatti della qualità del banchetto nuziale, i neosposi decidevano di non pagare. E il ristoratore ricorreva dunque ad un decreto ingiuntivo per ottenere i 3mila e 500 euro concordati.

Sia il Giudice di Pace che il Tribunale, tuttavia, dichiaravano quel decreto ingiuntivo illegittimo.

Il ristoratore faceva a quel punto ricorso in Cassazione, sottolineando come i giudici si fossero limitati a considerare che “gli sposi hanno eccepito l’inesatto adempimento del ristoratore e allegato molteplici difformità delle prestazioni da lui eseguite rispetto a quelle dovute, mentre il ristoratore non ha dato prova del suo esatto adempimento”.

Il proprietario dell’agriturismo sosteneva di avere fornito la prova dell’esattezza e della correttezza del suo adempimento attraverso le risposte date dagli sposi in sede di interrogatorio formale e da un testimone. Riteneva dunque che fosse mancato il giudizio di comparazione in ordine al comportamento di entrambe le parti, volto a stabilire quale di esse fosse responsabile delle trasgressioni maggiormente rilevanti. Secondo il suo legale, dunque, era mancato il giudizio di proporzionalità tra le prestazioni rispetto alla funzione economico-sociale del contratto.

gli sposi non sono soddisfatti del banchetto nuziale
Foto da Pixabay

La decisione della Cassazione

Ora, la Cassazione ha dato ragione ai giudici di primo e di secondo grado. Ribadendo che, se gli sposi sono insoddisfatti del banchetto nuziale, non pagare è lecito. Ovviamente, a patto che il ristoratore non abbia adempiuto a quanto stabilito dal contratto e abbia fornito un servizio difforme dai patti.

Nei contratti con prestazioni corrispettive, in caso di denuncia di inadempienze reciproche, è necessario comparare il comportamento di ambo le parti. L’obiettivo? Stabilire quale di esse, con riferimento ai rispettivi interessi e alla oggettiva entità degli inadempimenti, si sia resa responsabile delle trasgressioni maggiormente rilevanti. Nello specifico, in base ad un accertamento in fatto, non è stato possibile provare l’esatto adempimento da parte del ristoratore. E, questo, è sufficiente per ritenere giustificato il mancato pagamento dei 3mila e 500 euro.

gli sposi non sono soddisfatti del banchetto nuziale

La tempistica è fondamentale

Tuttavia, affinché il mancato pagamento del banchetto nuziale sia legettimo, è necessario provare il disservizio da parte del ristoratore. Ed è necessario farlo nei tempi stabiliti dalla legge. I vizi devono essere denunciati entro i 60 giorni successivi al ricevimento.

In caso contrario, se anche gli sposi non dovessero essere soddisfatti della qualità del banchetto, sono tenuti a pagare il ristoratore.

Inoltre, il danno non patrimoniale talvolta richiesto da sposi insoddisfatti, non può essere riconosciuto (come stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 26485 del 2019). Il motivo? Tale danno deve portare ad un radicale cambiamento di vita, all’alterazione della personalità e allo sconvolgimento dell’esistenza del soggetto.

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