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Il biotestamento: cosa prevede la nuova legge?

Lo studio legale acp si occupa della nuova legge sul biotestamento

Il Biotestamento: Cosa Prevede la Nuova Legge?

Alla luce della sempre più crescente richiesta di un provvedimento che tuteli la dignità e l’autodeterminazione della persona, in seguito a casi tanto eclatanti quanto dolorosi come quelli di Eluana Englaro o Piergiorgio Welby, è stata recentemente approvata la legge sul biotestamento.

Il biotestamento (o testamento biologico) è un documento legale tramite il quale una persona può specificare i trattamenti sanitari da intraprendere in caso di malattia invalidante. Cerchiamo quindi di capire nel dettaglio cosa prevede la nuova legge e come fare il biotestamento.

Cosa prevede la legge sul biotestamento?

La legge sul biotestamento (legge n. 219/2017) è stata approvata  il 14 dicembre 2017 ed è entrata in vigore il 31 gennaio 2018.2

L’art. 1 cita: “La presente  legge, nel rispetto  dei principi di cui agli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione e degli  articoli 1, 2 e 3 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea,  tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione  della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario possa essere iniziato o proseguito se privo  del consenso libero e informato della persona interessata, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge“.

Con questa introduzione, quindi, il legislatore sottolinea l’importanza sia del diritto alla vita e alla salute, sia del diritto alla dignità del paziente. Nessun trattamento può di fatto essere iniziato o proseguito senza il consenso libero ed informato della persona interessata. In questo modo si valorizza l’importanza del rapporto medico-paziente, tutelando i diritti di entrambi: il paziente è libero di esprimere e far valere la propria volontà (purché i trattamenti richiesti siano a norma di legge) e rifiutare qualsiasi forma di accanimento terapeutico, mentre il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa ed è al contempo esente da qualsiasi forma di responsabilità civile e penale.

Cosa sono le DAT?

Il fulcro del testamento biologico è costituito dalle DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento). Si legge infatti, all’art. 4: “Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi e dopo avere acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte, può, attraverso le DAT, esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari“.

Per quanto riguarda i minori o gli individui legalmente incapaci, spetta ai genitori e ai tutori esprimere il consenso informato, tenendo conto della volontà del soggetto in questione.

Le DAT devono contenere i dati anagrafici del firmatario, le informazioni sulla sua salute e le direttive specifiche. a questi elementi poi si aggiunge una sottoscrizione del medico, il quale dichiara di aver debitamente informato il paziente su tutte le opzioni possibili e le loro conseguenze, mentre costui era nel pieno delle sue facoltà mentali.

Le DAT possono essere espresse in forma scritta (di proprio pugno o seguendo appositi modelli) oppure, qualora le condizioni fisiche impediscano la scrittura, tramite videoregistrazioni o qualsiasi dispositivo tecnologico che permetta alla persona con disabilità di comunicare.

Le DAT possono essere rinnovate, modificate o annullate in qualsiasi momento.

Una volta redatto il biotestamento, è possibile consegnarlo direttamente presso l’Ufficio di Stato Civile del comune di residenza, oppure rivolgersi ad un pubblico ufficiale -ad esempio un notaio – rendendolo un atto pubblico.

Qual è il ruolo del fiduciario?

La legge prevede anche che chi sottoscrive il biotestamento possa nominare un fiduciario, ovvero una persona in cui ripone la massima fiducia e che avrà il compito di interpretare e mettere in atto le volontà espresse nel testamento biologico una volta che il firmatario non sarà più in grado di farlo da sé.

Il ruolo del fiduciario può essere ricoperto da chiunque, un familiare o una persona non legata da vincoli familiari o giuridici; costui per accettare il ruolo dovrà sottoscrivere le DAT oppure, se nominato in seguito alla redazione del biotestamento, firmare un atto che verrà allegato al documento.

Il fiduciario non solo avrà l’autorità di attualizzare le disposizioni contenute nel biotestamento, ma – nel caso in cui le DAT non corrispondano alle condizioni cliniche del paziente od emergano nuove terapie – potrà autorizzare il personale medico a procedere diversamente da quanto contenuto nelle DAT.

Il fiduciario può rinunciare alla nomina o il suo ruolo essere revocato dal disponente in qualsiasi momento, senza invalidare il contenuto del documento.

Nonostante alcuni ritengano questa legge solo un primo passo verso una maggiore libertà di scelta in campo medico-sanitario, la si può considerare un atto rivoluzionario nel nostro paese, capace di restituire il giusto rispetto alla dignità umana.

Per maggiori informazioni, contattaci al n. 091585864, o manda una mail a info@studiolegaleacp.it oppure ancora su Skype, aggiungendo l’account studiolegaleacp, un nostro esperto sarà a tua completa disposizione.

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