Contattaci per una consulenza +39 091 58 58 64 o per email info@studiolegaleacp.it
Seguici sui Social Network
Contattaci per una consulenza +39 091 58 58 64 o per email info@studiolegaleacp.it
Seguici sui Social Network

Il bonifico ci mette troppo ad essere accreditato? La banca deve risarcire il correntista

Il bonifico ci mette troppo ad essere accreditato? La banca deve risarcire il correntista. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24643 del 13 settembre scorso.

Questo perché, tempi irragionevolmente estesi, procurano un danno al correntista. Specialmente quando si tratta di cifre elevate.

Il bonifico ci mette troppo ad essere accreditato
Sad man holding head with hand

Il bonifico ci mette troppo ad essere accreditato – La vicenda

La vicenda ha per protagonista un correntista, che portava in Tribunale il suo istituto finanziario per via dei lunghissimi tempi d’accredito di un bonifico. Un bonifico decisamente ingente, pari a 250.000 euro, il cui mancato accredito ha costretto l’uomo ad assumere psicofarmaci per calmare l’ansia.

Decisivo è stato l’intervento della Corte d’Appello, che ha riconsciuto al correntista un risarcimento di 5.000 euro come “risarcimento del danno morale” da lui subito per il ritardo nell’accredito sul suo conto corrente di una cifra superiore ai 250.000 euro. Il bonifico in questione, ordinato da una società a metà dicembre del 2013, era stato accreditato solamente il 23 gennaio del 2014 sul suo conto corrente. Un’attesa, questa, che aveva provocato un evidente “patema d’animo“, con notti insonni e il bisogno d’assumere farmaci.

Il bonifico ci mette troppo ad essere accreditato
Woman’s hand pours the medicine pills out of the bottle

La decisione della Cassazione

La banca faceva ricorso in Cassazione, dove i suoi avvocati provavano a mettere in discussione il danno lamentato dal correntista sostenendo come la decisione dell’Appello fosse fragile e opinabile. Il motivo? L’esistenza del danno nonpatrimoniale, e dunque il patema d’animo, veniva fatta risalire unicamente a due elementi: il bonifico aveva ad oggetto una cospicua somma e l’accredito era avvenuto con un mese di ritardo.

La Suprema Corte, tuttavia, ha ricordato come il danno morale, inteso come sofferenza soggettiva, rappresenti una voce dell’ampia categoria del danno non patrimoniale. E possa dunque derivare da un inadempimento contrattuale che pregiudichi un diritto inviolabile della persona. Deve dunque trattarsi di un danno da stress o da patema d’animo, la cui risarcibilità presuppone la sussistenza di un pregiudizio sofferto dal titolare dell’interesse leso.

Nel caso in questione, il ritardo nell’accredito del bonifico ha provocato al correntista notti insonni e la necessità di assumere psicofarmaci. L’esistenza del danno lamentato è dunque evidente, e così anche il patema d’animo subito. Motivo per cui la banca è stata costretta ai 5.000 euro di risarcimento.

Per maggiori informazioni, contattaci al n. 091585864, o manda una mail a info@studiolegaleacp.it oppure ancora su Skype, aggiungendo l’account studiolegaleacp, un nostro esperto sarà a tua completa disposizione.

Leave a Reply