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Il Condominio deve risarcire la persona che cade dalle scale comuni per un gradino rotto

Il Condominio deve risarcire la persona che cade dalle scale comuni per un gradino rotto: lo ha stabilito il Tribunale di La Spezia, con la recente sentenza n.512 del 27 settembre 2021.

Così come stabilito dall’articolo 2051 del Codice Civile, il Condominio risponde infatti delle parti comuni dell’edificio in qualità di custode a meno che provi il caso fortuito.

Come più volte ribadito dalla Suprema Corte, infatti, non è ammissibile che “le conseguenze dannose prodotte da una cosa inanimata ricadano sul terzo incolpevole che le ha subite, piuttosto che su colui che aveva il dovere di vigilare e custodire la cosa, in quanto detentore o utilizzatore”.

Il Condominio deve risarcire la persona che cade dalle scale comuni per un gradino rotto

Il Condominio deve risarcire la persona che cade dalle scale comuni per un gradino rotto – La vicenda

La vicenda ha per protagonista una donna, che entrava in un condominio per far visita alla figlia e cadeva rovinosamente dalle scale a causa di un gradino rotto. La caduta le provocava la frattura scomposta del femore.

La donna decideva dunque di far causa al Condominio, in quanto soggetto chiamato ad intervenire per sistemare le parti comuni rotte o danneggiate al fine di preservare la sicurezza di tutti. Il Condominio si difendeva affermandol’imprevedibilità dell’insidia: la donna conosceva infatti lo stato dei luoghi, li frequentava spesso. E, al momento della caduta, era giorno ed era primavera: la visibilità era dunque massima.

Inoltre, sosteneva il Condominio, la rottura dello scalino era un fatto noto all’amministratore ma non era mai stata discussa in assemblea condominiale, motivo per cui la sua riparazione non sarebbe potuta avvenire.

La decisione del Tribunale

In primo grado, il giudice dava ragione alla donna. Il motivo? Poteva benissimo non essersi accorta della fissurazione del gradino, poiché non aveva alcun conoscenza in materia, e poteva non essere stata avvertita. Tantopiù che, per entrare nel palazzo, quel gradino doveva essere salito per forza e non si poteva prevedere come e quando il pezzo di marmo si sarebbe staccato.

L’amministratore di condominio avrebbe potuto/dovuto provvedere immediatamente alla messa in sicurezza dello scalino con gli opportuni interventi: poiché la necessità di prevenire eventuali infortuni era immediata, non aveva bisogno di consultare l’Assemblea condominiale.

Il Tribunale condannava il Condominio al risarcimento dei danni non patrimoniali subiti dalla donna per un totale di euro 29.980 (22.937 euro di danno biologico e 7043,75 euro di danno  temporaneo).

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