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Il T.A.R. di Palermo conferma l’interruzione dei lavori per il MUOS

Il T.A.R. di Palermo, in data 9 luglio 2013, ha rigettato la richiesta, avanzata dal Ministero della Difesa, di poter riprendere i lavori per la realizzazione del satellite militare statunitense MUOS (Mobile User Objective System) a Niscemi (CL), confermando così la decisione dell’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente – assunta il 29 marzo scorso – di revocare l’autorizzazione a suo tempo concessa per la costruzione, a causa delle potenziali ripercussioni negative sulla salute dei cittadini che il complesso satellitare americano avrebbe potuto avere.

In particolare, i giudici amministrativi hanno centrato il loro ragionamento sul principio di precauzione. Tale principio, com’è noto, prevede che al fine di garantire la protezione di beni fondamentali, come la salute o l’ambiente, è necessaria l’adozione o l’imposizione di determinate misure di cautela, anche in situazioni di incertezza scientifica, nelle quali è ipotizzabile soltanto una situazione di rischio.

Nella sentenza del T.A.R., infatti, si legge, che “l’indispensabile diritto alla salute della comunità di Niscemi, non è assoggettabile a misure anche strumentali che la compromettano seriamente” e ciò “fin quando non sia raggiunta la certezza assoluta della non nocività del sistema Muos”.

Tale decisione, tuttavia, non è entrata nel merito della questione; i giudici si sono limitati a rigettare la richiesta di sospensiva, ma dovranno ora fissare un’udienza per la discussione del ricorso del Ministero della Difesa, che chiede, tra l’altro, alla Regione Sicilia un risarcimento di 25 mila euro per ogni giorno di fermo dei lavori, ritenuti di interesse strategico nazionale.

 

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