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Il licenziamento è una procedura che il datore di lavoro decide di adottare per interrompere il rapporto lavorativo con il proprio dipendente.

La lettera di licenziamento può essere inviata con o senza preavviso.

Con preavviso:

Il dipendente continuerà a lavorare fino alla fine del periodo di preavviso, la cui durata è fissata dal contratto collettivo. Resta ferma la possibilità per il lavoratore di interrompere immediatamente il rapporto e non presentarsi più al lavoro; in tal caso, però, dovrà corrispondere all’azienda l’indennità di preavviso (la somma gli verrà detratta dall’ultima busta paga).

Senza preavviso:

Se non viene concesso il preavviso, allora il datore di lavoro dovrà corrispondere al dipendente l’indennità di preavviso, a meno che il licenziamento avvenga per “giusta causa” (ossia per un comportamento così grave da non consentire neanche per un giorno la prosecuzione del rapporto di lavoro).

Il licenziamento deve essere necessariamente comunicato per iscritto. Il licenziamento orale è nullo.

Dal momento del ricevimento della lettera iniziano a decorrere i termini per impugnare il licenziamento.

L’impugnazione del licenziamento è una procedura di contestazione che può avviare il lavoratore nei confronti del proprio datore di lavoro (ad esempio, per mancanza della giusta causa, per  licenziamento discriminatorio o perché effettuato nei periodi tutelati dalla legge come la gravidanza e/o l’allattamento).

Dunque, vediamo cosa fare ed entro quanto tempo rispondere ad un licenziamento ingiusto.

Termini per impugnare

La legge ha previsto termini certi e stringenti per l’impugnazione di tutti quei provvedimenti di risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro. Per cui, se il dipendente li lascia decorrere, non potrà più contestare la decisione.

-Entro 60 giorni dalla ricezione della raccomandata di comunicazione del licenziamento, il dipendente deve inviare a sua volta una raccomandata con avviso di ricevimento con cui contesta manifestamente il licenziamento (impugnazione stragiudiziale);

-Entro 180 giorni che decorrono dall’invio della lettera di contestazione del licenziamento, il dipendente deve avviare la causa contro il datore di lavoro (impugnazione giudiziale), depositando presso il Tribunale competente l’atto di ricorso. Se questo secondo adempimento non viene rispettato la prima contestazione è inutile.

La mancata impugnazione del licenziamento entro i termini perentori, preclude l’accertamento dell’illegittimità del recesso da parte del datore di lavoro ai fini della tutela risarcitoria.

Se hai subito un licenziamento ingiusto ed intendi contestarlo contattaci al n. 091/585864, ovvero manda una mail a info@studiolegaleacp.it ovvero ancora su skype, aggiungendo l’account studiolegaleacp, un nostro esperto sarà a tua completa disposizione.

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