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Incidente automobilistico: quando l’azienda deve risarcire

La Corte di Cassazione, SEZ. III, ORD., con sentenza n. 11317 del 7 aprile 2022 ha respinto la richiesta di risarcimento dei familiari di una donna, morta in seguito ad incidente automobilistico. 

A nulla è servito il fatto che la società avesse riscontrato già un difetto di fabbricazione nel lotto di auto e di seguito avesse provveduto a richiamare le auto vendute.

Secondo i familiari della donna, l’incidente è stato causato proprio da quell’anomalia al meccanismo del pedale dell’acceleratore, ma la responsabilità della casa di produzione non può essere accertata.

Perché l’azienda non è tenuta al risarcimento per l’incidente automobilistico

La donna si trovava alla guida della propria autovettura quando ha perso la vita a causa di un incidente stradale, avvenuto nel 2009. 

L’automobile, acquistata poco prima, faceva parte di un lotto di produzione a cui era stato accertato un difetto nel meccanismo del pedale dell’acceleratore. La casa automobilistica aveva già prontamente diramato una comunicazione per ritirare le vetture vendute e sostituirle. 

I familiari della vittima hanno chiesto i danni alla società, adducendo alla stessa la responsabilità dell’accaduto. 

Va ritenuto che, in fase di accertamento, non è stato possibile verificare che l’automobile guidata dalla signora fosse difettosa, pertanto l’azienda automobilistica non è tenuta al risarcimento

morte per incidente stradale

La richiesta dei familiari è stata respinta in Appello, dove i giudici hanno stabilito che il nesso tra il presunto «difettoso funzionamento del pedale dell’acceleratore» e l’incidente stradale  va escluso, contrariamente a quanto sostenuto dai familiari dell’automobilista.

Il ricorso in Cassazione

Il legale che rappresenta i familiari dell’automobilista ha proposto ricorso in Cassazione, asserendo che il consulente tecnico chiamato a verificare i fatti ha asserito che il pedale dell’automobile della signora funzionava correttamente. Tuttavia, egli stesso non aveva escluso  «la possibile avaria del pedale al momento dell’incidente».

La risposta dei Giudici della Cassazione è stata chiara: un prodotto di cui non viene accertato il difetto non può definirsi causa di un sinistro, bensì la sua responsabilità è solo presunta. 

In pratica, l’avaria del pedale dell’acceleratore è solo un’ipotesi che non può essere accertata, mentre è più logico ritenere, in virtù del rapporto fornito dalla Polizia Stradale, che l’incidente mortale sia stato causato dall’eccesso di velocità con cui la donna aveva affrontato la curva.

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