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Incidente con auto ferma all’incrocio: il motociclista è colpevole

La decisione dei giudici della Cassazione Civile in questo caso è chiara: un centauro alla guida di una moto che frena bruscamente quando vede un’auto ferma all’incrocio e cade rovinosamente, non può dare la colpa del fatto a nessun altro se non a sé stesso . 

L’uomo procedeva a una velocità troppo elevata per potersi rendere conto che non esisteva un pericolo reale. Ecco le motivazioni che hanno portato alla sentenza n. 26441 dell’8 settembre 2022.

Incidente con auto ferma all’incrocio: la dinamica

Gli incidenti stradali avvengono ogni giorno, per cause più disparate. Sono tante le situazioni in cui la causa dei sinistri è imputabile alla velocità di marcia eccessiva, come nel caso in esame. 

Il caso risale al 2008. Un’automobile è ferma a un incrocio ,con regolare indicatore di direzione acceso e pronto a svoltare. Dalla direzione opposta sopraggiungeva una moto. 

Il suo guidatore, non rendendosi conto per tempo che la macchina era ferma, si spaventa e frena bruscamente e perde il controllo della moto, cadendo rovinosamente sull’asfalto. 

In seguito arriva l’azione giudiziaria con cui il centauro chiede alla persona alla guida dell’autovettura e alla sua assicurazione il risarcimento per i danni subiti in seguito alla caduta.

Il caso appare chiaro fin da subito ai giudici, che fin dal primo grado rigettano la richiesta del motociclista. 

Non ci sono dubbi, infatti, nel ritenere che la motocicletta stesse viaggiando a una velocità troppo elevata e, per questo motivo, il suo guidatore aveva avuto una percezione alterata di quanto era di fronte a lui.

In particolare, il motociclista non si era reso conto che l’autovettura era ferma e che stava aspettando di avere la corsia libera prima di immettersi sulla carreggiata opposta.

La frenata brusca che aveva causato la caduta dello stesso motociclista non era assolutamente necessaria, in quanto l’automobile, nella posizione in cui si trovava, non poteva essere in alcun modo un pericolo.

Inoltre, cadendo, la moto e l’auto non entrano in collisione, motivo per cui non c’è alcun motivo per ritenere il mezzo a quattro ruote responsabile dell’accaduto. In sostanza, l’esclusiva responsabilità dell’infortunio va ascritta alla vittima.

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