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Incidente con auto intestata ad altri: si ha il diritto di richiedere il risarcimento dei danni subiti?

La Cassazione smentisce la valutazione compiuta dai giudici di merito. Valida la richiesta risarcitoria del conducente che risulta non proprietario di un veicolo coinvolto in un incidente stradale. Dunque, irrilevante il dato stesso di proprietà del veicolo che non può far cadere il diritto al risarcimento per i danni subiti a seguito dell’incidente.

(Corte di Cassazione, sez. III Civile, ordinanza n. 9192/20; depositata il 19 maggio)

Incidente con macchina altrui: diritto al risarcimento del danno?

La vicenda risale al settembre del 2002: lungo una strada della Campania un motociclo compie una azzardata manovra di sorpasso, arrivando a stingere la vettura che lo precede e provocandone lo sbandamento. Tale manovra causa l’urto del veicolo contro un muro di cemento.

Immediata e logica la richiesta di risarcimento avanzata dall’automobilista nei confronti del conducente del motociclo. La richiesta poggia su due elementi: danni materiali (quasi 27mila euro) e lesioni personali.

I giudici di merito, però, smentiscono la pretesa del conducente ritenendola priva di fondamento in quanto «non era, al momento del sinistro, proprietario del veicolo», diventando tale «soltanto due mesi dopo». In sostanza i giudici affermano che l’incidente è avvenuto con una macchina altrui e per tale motivo non ha il diritto di richiedere il risarcimento del danno subito.

In secondo grado viene affermato che «l’automobilista non ha mai depositato alcuna prova di avere stipulato un contratto di acquisto del veicolo danneggiato» e ha provveduto a «depositare una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in cui egli dichiara di avere acquistato il veicolo» dal precedente proprietario, ma «tale documento non è sufficiente a dimostrare la proprietà del veicolo», secondo i giudici. Inevitabile ricorso in Cassazione.

 

Incidente con macchina altrui: diritto al risarcimento del danno alla persona? Sentenza Cassazione

Incidente con macchina altrui: diritto al risarcimento del danno? Avvocato

I Giudici della Cassazione smentiscono la visione tracciata in primo e secondo grado che affermava la non validità della richiesta dell’automobilista in quanto l’incidente è avvenuto con una macchina altrui.  È stata erroneamente respinta, dunque, «la domanda di risarcimento del danno alla salute» subito dal conducente della vettura poiché «non era il proprietario del veicolo danneggiato, al momento del sinistro».

Per i Giudici del ‘Palazzaccio’, difatti, la valutazione compiuta in appello non ha fondamenti. «Una volta escluso che il conducente era il proprietario del veicolo coinvolto nell’incidente», i giudici di secondo grado «avrebbero dovuto stabilire se il sinistro era davvero avvenuto, e se al momento del sinistro» la persona che ha avanzato la domanda di risarcimento «si trovava davvero a bordo del veicolo coinvolto nell’incidente e se, in conseguenza di tale sinistro, avesse subito lesioni personali».

 

La Cassazione conclude che è insensato sostenere che «chi non dimostra di essere proprietario del veicolo su cui viaggia» coinvolto in un incidente, “non ha diritto al risarcimento del danno alla persona“.

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