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I danni fisici riportati in seguito a un incidente automobilistico sono sempre risarciti dall’assicurazione? La sentenza, n. 1992 del 29 giugno 2022 ha stabilito che, qualora una persona coinvolta in un sinistro subisce dei danni causati dal mancato utilizzo della cintura di sicurezza, non ne ha diritto.

Ecco di seguito perché il Tribunale di Lecce, chiamato a esprimersi su un caso di risarcimento danni causati da un incidente automobilistico, è arrivato a questa decisione.

Omessa cintura di sicurezza: il caso di mancato risarcimento

Due autovetture si trovano coinvolte in un sinistro stradale in cui la vettura responsabile dell’incidente, svoltando a sinistra, invade la corsia opposta, andando a tamponare l’automobile della vittima.

Quest’ultimo chiede alla propria compagnia assicurativa il risarcimento per danni subiti dalla propria autovettura e dai passeggeri. Tra questi, c’è la figlia dell’automobilista che si trova sui sedili posteriori.

Il Giudice di Pace di Lecce accoglie parzialmente la domanda risarcitoria per motivi piuttosto chiari. In particolare, si evince durante gli accertamenti che il terzo passeggero ha riportato dei danni fisici a causa del mancato utilizzo della cintura di sicurezza, obbligatoria anche per i sedili posteriori secondo quanto stabilito dall’art. 172 del Codice della strada.

Nel momento in cui esiste un nesso di causalità tra la condotta illecita e l’evento dannoso, questo può essere constatato dal giudice anche solo sulla base di una prova che lo renda probabile.

La vittima, in seguito a questa decisione, presenta ricorso, ma questo viene rigettato dal Tribunale, proprio perché l’evento lesivo è ascrivibile alla condotta colposa dell’appellante che ha causato il danno.

Conclusioni

La vicenda che ha portato alla sentenza di parziale risarcimento mette il punto sul fatto che il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza da parte di tutti i passeggeri di un’autovettura è da classificarsi come condotta eziologicamente capace di causare l’evento dannoso.

Inoltre, si evince che, in questi casi, non è necessario che una perizia medica stabilisca se i danni fisici riportati sono attribuibili alla condotta errata del danneggiato, ma è sufficiente anche solo una prova che lo renda probabile. 

Alla luce di questi motivi, l’appello è stato rigettato dal Tribunale di Lecce.

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