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Indennità di accompagnamento anche quando la persona è ricoverata

Quando una persona è ricoverata in ospedale gratuitamente, ma la struttura non riesce a coprire i bisogni assistenziali del paziente, questi può mantenere l’indennità di accompagnamento

Questo è quanto deciso dalla Corte di Cassazione civile sez. lav. con l’ordinanza n. 31682 del 26 ottobre 2022. Vediamo quali sono i fatti e come è stata motivata la sentenza.

Indennità di accompagnamento: quando si mantiene

La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza del tribunale di Cagliari, già avallata anche dalla stessa Corte di Appello , che aveva accolto la domanda di riconoscimento dell’indennità di accompagnamento di una donna, sebbene ella fosse ricoverata presso una struttura sanitaria pubblica gratuita.  

A opporsi al pagamento dell’indennità era stata l’INPS, la quale riteneva che la donna non ne avesse diritto, in quanto non era necessario per lei, che già riceveva cure e assistenza ospedaliera.

In particolare, l’INPS sosteneva che ci fosse stata violazione dell’art. 2697 c.c. e della Legge n. 18 del 1980, art. 1. Ma si sbagliava.

I fatti hanno dimostrato che le prestazioni della struttura non esaurivano le forme di assistenza necessarie del caso e che quindi la signora aveva bisogno di un supporto ulteriore e continuo per poter vivere la sua degenza dignitosamente.

Le motivazione della Cassazione

La Corte di Cassazione, confermando le precedenti sentenze, ha sottolineato che, in tema di indennità di accompagnamento, il beneficio può spettare all’invalido grave anche durante il ricovero in ospedale pubblico “ove si dimostri che le prestazioni assicurate dall’ospedale medesimo non esauriscono tutte le forme di assistenza di cui il paziente necessita per la vita quotidiana”.

Da ciò si deduce che è possibile riconoscere l’indennità di accompagnamento anche alla persona che è ricoverata gratuitamente in una struttura ospedaliera pubblica, a patto, però, che le prestazioni garantite dal nosocomio non coprano totalmente l’assistenza di cui necessita la persona. 

Nel caso specifico, la donna era affetta da encefalopatia degenerativa, una patologia che per sua natura richiede prestazioni specifiche non ordinarie che la struttura pubblica non è in grado di garantire. 

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