Contattaci per una consulenza +39 091 58 58 64 o per email info@studiolegaleacp.it
Seguici sui Social Network
Contattaci per una consulenza +39 091 58 58 64 o per email info@studiolegaleacp.it
Seguici sui Social Network
 

Per indennità di Buonuscita (IBU) per dipendenti pubblici si intende un Trattamento di Fine Servizio (TFS) che prevede una somma di denaro destinata al lavoratore al momento della risoluzione del rapporto di lavoro con lo Stato.

Lo stipendio, considerato come base di calcolo dell’indennità di buonuscita, è riferito alla qualifica di appartenenza e non a quello derivante dall’esercizio di un incarico dirigenziale temporaneo.

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza n. 22011/19; depositata il 3 settembre.

 

 

Indennità buonuscita dipendenti pubblici: diritto di ricalcolo? Il caso

Lo studio legale acp spiega il caso di un ricorso per il diritto di ricalcolo dell'indennità di buonuscita per dipendenti pubblici

A seguito di una richiesta da parte di un lavoratore del riconoscimento del diritto di ricalcolo della propria indennità di buonuscita in qualità di dipendente pubblico la Corte d’Appello di Trieste confermava la decisione emessa dal Tribunale, rigettando la medesima domanda.

La proposta di ricalcolo nei confronti del datore di lavoro, nonché dell’INPS,  è stata rigettata dalla Corte per via della temporaneità dell’incarico svolto di dirigente di seconda fascia.

 il lavoratore decide di ricorrere  in cassazione, contestando, tra i diversi motivi, la decisione della Corte di negare il diritto al calcolo della suddetta indennità in base all’ultima retribuzione effettivamente percepita.

 

Indennità di Buonuscita dipendenti pubblici: il ricalcolo è approvato dalla Suprema Corte?

Riguardo l’indennità di buonuscita per dipendenti pubblici si ha diritto a un nuovo calcolo?

Lo studio legale acp spiega il diritto di ricalcolo dell'indennità di buonuscita per i dipendenti pubblici

Nel caso di specie la Suprema Corte stabilisce infondati i motivi di ricorso e in riferimento all’orientamento giurisprudenziale dichiara «al pubblico dipendente che non abbia conseguito la qualifica di dirigente e che sia cessato dal servizio nell’esercizio di mansioni superiori in ragione dell’affidamento di un incarico dirigenziale temporaneo di reggenza ai sensi dell’art. 52 d.lgs. n. 165/2001, lo stipendio da considerare come base

di calcolo dell’indennità medesima è quello relativo alla qualifica di appartenenza e non già quello rapportato all’esercizio temporaneo delle mansioni relative alla superiore qualifica di dirigente».

Da questa direttiva giurisprudenziale ne consegue l’inapplicabilità nella fattispecie della normativa oggetto dei contratti collettivi riguardanti l’area dirigenziale.

Per tali ragioni, la Corte di Cassazione respinge la richiesta di ricalcolo dell’indennità di buonuscita e condanna il richiedente al pagamento delle spese processuali.

 

Per maggiori informazioni, contattaci al n. 091585864, o manda una mail a info@studiolegaleacp.it oppure ancora su Skype, aggiungendo l’account studiolegaleacp, un nostro esperto sarà a tua completa disposizione.

Leave a Reply