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Quando una persona ha diritto a un indennizzo per danno biologico può ricevere un risarcimento immediato o una rendita vitalizia. Cosa è più conveniente? Dipende dall’età del soggetto.

Innanzitutto, il risarcimento per una menomazione della salute che riguarda una persona giovane è superiore, per cui può essere più conveniente ricevere una rendita vitalizia rispetto a un anziano che può pensare che, ricevendo tutta la somma in un’unica soluzione, potrà goderne maggiormente per gli anni che gli restano da vivere.

Questa resta comunque una decisione che viene presa dal giudice il quale, dopo aver valutato con scrupolosità il danno e le ripercussioni che avrà sulla vita futura del soggetto, ne determina l’entità e la forma di liquidazione.

Come si ottiene l’indennizzo per danno biologico

Come dice l’art. 1226 Cod. civ., il danno biologico, per sua natura non patrimoniale, viene risarcito con “valutazione equitativa”, cioè con una compensazione economica riconosciuta in base alla menomazione subita.

In pratica, è necessaria una valutazione caso per caso, determinata dalle caratteristiche del danno e dalle ripercussioni che avrà sul soggetto nel corso della sua vita. Tale valutazione tiene conto di alcune tabelle di calcolo, tra cui quelle elaborate dall’Osservatorio della giustizia civile del tribunale di Milano.

Tra i fattori indicati nelle tabelle vi è l’età della vittima, posta in correlazione alla sua aspettativa di vita. Da questo ne consegue che la persona che ha davanti a sé molti anni di vita avrà un ristoro economico decisamente maggiore rispetto a una persona già avanti negli anni o con problemi di salute pregressi. 

Quando è possibile ottenere la rendita vitalizia

Se il giudice stabilisce che il risarcimento avverrà sotto forma di rendita vitalizia periodica, per determinare la cifra che il soggetto riceverà non farà altro che rateizzare la somma complessiva dovuta secondo il numero di anni della presumibile vita.

Questo significa che riceverà mensilmente o annualmente la stessa rata, indipendentemente dal fatto che viva più o meno a lungo rispetto alle statistiche.

L’art. 2057 cc. determina la possibilità di erogare una rendita vitalizia, ma rimane abbastanza aleatoria, mettendo nelle mani del singolo giudice l’onere di determinare “le condizioni delle parti e della natura del danno”, operando con “le opportune cautele”, senza però precisare quali. 

Ne consegue, quindi, che la liquidazione del danno biologico sotto forma di rendita vitalizia è ammessa dalla legge, ma mancano i necessari criteri di determinazione della cifra, per cui viene poco applicata.

C’è da dire anche che, solitamente, la maggior parte dei danneggiati preferisce ricevere la somma dovuta in un’unica soluzione e disporne come meglio crede.

Nonostante ciò, la rendita vitalizia può rivelarsi utile nei casi di danno biologico di rilevante entità e con vittime molto giovani, per le quali il ristoro integrale ed immediato potrebbe essere insoddisfacente.

Alcuni giudici decidono per una forma ibrida, dividendo il danno biologico in una parte che viene liquidata subito e un’altra che assume forma di rendita vitalizia. Si tratta soprattutto di casi in cui la vittima è una persona molto giovane che, a causa del danno, non sarà più abile al lavoro e pertanto necessita di sostentamento per tutta la vita.

Indennizzo per danno biologico: una sentenza recente

Con la recente sentenza n. 31574 del 25.10.2022 la Cassazione si è pronunciata sul caso di un bambino rimasto menomato in modo permanente. Gli Ermellini hanno dichiarato che il giudice può liquidare il danno biologico alla vittima in forma di rendita vitalizia, ma accertandosi che la somma riconosca un valore adeguato per tutta la vita del beneficiario. 

In particolare, è stato accertato che la somma di 1300 € mensili riconosciuta non fosse sufficiente, vista l’età del beneficiario.

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