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Con sentenza n. 30814 dell’11 maggio 2022 (dep. 9 agosto 2022), la Corte di cassazione si è occupata dell’eccentricità del rischio in materia di infortuni sul lavoro, ovvero di condotta colposa del lavoratore infortunato.

La normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro si basa soprattutto sulla prevenzione e quindi è incentrata sul concetto di rischio. Questa impone, quindi, ai datori di lavoro, ai dirigenti e a tutti coloro che sono «garanti» l’obbligo di organizzare un sistema atto a prevenire efficacemente gli infortuni

Per questo è indispensabile individuare i rischi presenti sul luogo di lavoro e, in caso di infortunio, stabilire quale sia stato quello a cui il lavoratore è stato sottoposto e che ha causato il danno.

Condotta colposa del lavoratore infortunato: il caso

Un lavoratore muore per arresto cardiocircolatorio da folgorazione nel tentativo di riparare alcuni cavi elettrici tranciati durante un lavoro di scavo nell’azienda agricola presso cui lavorava. 

Il titolare dell’azienda viene accusato di omicidio colposo in primo grado, ma la Corte d’Appello ribalta la sentenza, ritenendo che l’imputato non ha colpe in quanto il lavoratore aveva preso la decisione di eseguire l’operazione autonomamente e non perché avesse ricevuto un ordine dal superiore. 

Per questo, il datore di lavoro è assolto dalle accuse per insussistenza del fatto.

Gli eredi del deceduto, contrari a tale decisione, ricorrono quindi in Cassazione per illogicità della motivazione della pronuncia impugnata.

La Corte di Cassazione si esprime evidenziando il cosiddetto tema dell’eccentricità del rischio messo in atto dal lavoratore deceduto che, in sostanza, rende nulla la condotta colposa dell’imprenditore e lo solleva dalla responsabilità dell’infortunio.

Per scendere nel dettaglio, i giudici supremi si riferiscono alle disposizioni del Testo Unico in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro, asserendo che l’area di rischio risulta definita dagli  obblighi di diligenza e dalle regole cautelari del lavoratore.

Le motivazioni della Corte di Cassazione

La Corte, con la sua sentenza, ci tiene a precisare che il Testo Unico suggerisce in sostanza una valutazione del caso che, partendo da una individuazione sommaria del rischio tipologico, passa poi a una considerazione dell’area di rischio da gestire con riferimento alla concreta attività svolta dal lavoratore. 

In definitiva, in questo caso la condotta colposa del lavoratore interrompe il nesso di causalità tra condotta e evento in quanto determina un “rischio eccentrico” che esula dall’area di rischio governata dal datore di lavoro, sul quale ricade la relativa gestione. 

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