Contattaci per una consulenza +39 091 58 58 64 o per email info@studiolegaleacp.it
Seguici sui Social Network
Contattaci per una consulenza +39 091 58 58 64 o per email info@studiolegaleacp.it
Seguici sui Social Network

Integrità fisica e dignità del lavoratore sono diritti inviolabili della persona?

 
Tra gli obblighi del datore di lavoro, nell’ambito di un rapporto lavorativo, ex art. 2087 c.c., si annovera la tutela dell’integrità fisica e della dignità del lavoratore, considerati questi come diritti inviolabili della persona.
(Tribunale di Lanciano, sez. Lavoro, sentenza n. 111/19; depositata il 23 settembre)
 

Diritto di tutela della dignità del lavoratore? La vicenda

Integrità fisica e dignità del lavoratore sono diritti inviolabili della persona? Questione affrontata dallo studio legale acp

La vicenda coinvolge un operaio al quale è stato violato il diritto di tutela della dignità del lavoratore. Impiegato a tempo pieno e indeterminato in una s.p.a., durante il suo turno di lavoro di produzione, il dipendente ha avvertito il bisogno di recarsi alla toilette e ha azionato il dispositivo di chiamata/emergenza al fine di potersi allontanare dalla postazione di lavoro cosi come prevedeva la procedura. Nessuno, in risposta alla sua richiesta, si è recato alla sua postazione. L’impiegato ha cercato, per quanto possibile, di non abbandonare la sua postazione senza autorizzazione, ma giunto allo stremo della resistenza, mentre si recava alla toilette, non è riuscito ad evitare di minzionarsi nei pantaloni. Inoltre gli è stato negato di cambiarsi immediatamente (poteva farlo solo durante la pausa dopo parecchie ore) rimanendo in tal condizione dinanzi ai colleghi.
Evidente il ricorso del lavoratore che ha richiesto di accertare la lesione del diritto alla dignità della persona sul luogo di lavoro e condannata la società al risarcimento del danno subito.
 

Violazione della personalità morale del lavoratore: obbligo di risarcimento?

Integrità fisica e dignità del lavoratore sono diritti inviolabili della persona? Risponde lo studio legale acp
 
Nell’ambito del rapporto lavorativo, vi è l’obbligo del datore di lavoro di tutelare non solo l’integrità fisica, ma anche la personalità morale del lavoratore, ex art. 2087 c.c., considerati diritti inviolabili della persona , la cui lesione dà luogo al risarcimento dei danni non patrimoniali che ne derivano.
Nel caso di specie, infatti, il datore di lavoro non ha adempiuto al suo obbligo di salvaguardare la personalità morale del lavoratore, in violazione del succitato art. 2087 c.c..
I Giudici del Tribunale hanno affermato «il datore di lavoro ha arrecato concreto e grave pregiudizio alla dignità personale del lavoratore nel luogo di lavoro, al suo onore e alla sua reputazione, indubbiamente derivato dall’imbarazzo di essere osservato dai colleghi di lavoro con i pantaloni bagnati per essersi menzionato addosso». La liquidazione del danno deve avvenire in via equitativa in ragione del diritto leso strettamente personale.
Accolto, dunque, il ricorso per la tutela della dignità del lavoratore.
 

Per maggiori informazioni, contattaci al n. 091585864, o manda una mail a info@studiolegaleacp.it oppure ancora su Skype, aggiungendo l’account studiolegaleacp, un nostro esperto sarà a tua completa disposizione.

Leave a Reply