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È frequente sentire parlare, nelle aule giudiziarie e nei discorsi quotidiani, di invalidità civile negata o anche solamente non pienamente riconosciuta. La domanda che sempre più frequentemente viene posta agli operatori del diritto è: come possiamo contestare l’esito dell’accertamento dell’ASL ed essere ammessi ai benefici concessi con il riconoscimento dello status di invalido?

Chiunque sia affetto da disabilità e abbia presentato l’istanza per l’accertamento dello stato di handicap o per l’accertamento dell’invalidità civile, e ritenga che il giudizio emesso nel verbale non rispecchi la propria situazione sanitaria, ha diritto di presentare ricorso contro la Commissione medica dell’ASL di residenza.

Dal 1° gennaio 2005 tutti coloro che vogliono ricorrere contro la valutazione della Commissione medica dell’ASL possono farlo esclusivamente con un ricorso giurisdizionale, entro sei mesi (180 giorni) dalla notifica del verbale.

Se il ricorso per l’accertamento dell’invalidità civile ha esito positivo, i benefici economici saranno conteggiati a partire dal primo mese successivo a quello della presentazione della domanda di accertamento dell’invalidità civile o del riconoscimento dello stato di handicap.

Va ricordato che tutti coloro che nell’anno precedente a quello in cui si propone il ricorso abbiano prodotto un reddito complessivo familiare che non supera Euro 11.528,41, possono chiedere l’ammissione al gratuito patrocinio, ossia a spese dello Stato.

Va ricordato inoltre che chi nell’anno precedente a quello in cui si propone il ricorso abbia prodotto un reddito inferiore ad Euro 34.585,23 non è soggetto al pagamento del contributo unificato che, in tutti gli altri casi, è obbligatorio per legge.

Quali sono i passaggi salienti della procedura giudiziale?

Con il patrocinio di un avvocato occorre depositare un’istanza di accertamento tecnico preventivo ex art 445 bis c.p.c.;

Nell’istanza devono essere esposte le condizioni sanitarie che dimostrano lo stato invalidante, allegando idonea documentazione medica specialistica e, se il caso, una perizia di parte; con il deposito del ricorso si interrompono i termini per la prescrizione.

Il Giudice, letto il ricorso, nomina un Consulente Tecnico d’Ufficio (C.T.U.), al quale demanderà il compito di valutare la sussistenza o meno del requisito sanitario utile ai fini del riconoscimento della invalidità.

Il Consulente tecnico nominato, dopo aver preso visione della documentazione sanitaria, procederà ad effettuare la visita medico legale del ricorrente (alla presenza di eventuali Consulenti Tecnici di Parte); quindi redigerà e notificherà alle parti la propria relazione di Accertamento Tecnico Preventivo (A.T.P.).

Una volta che il consulente abbia inviato la propria relazione, alle parti viene assegnato un termine, (generalmente di 20 giorni) per presentare le proprie osservazioni;

Quindi il C.T.U., entro un ulteriore termine indicato dal Giudice (generalmente ulteriori 20 giorni), dovrà depositare in cancelleria la sua relazione definitiva con l’indicazione delle osservazioni delle parti e della sua risposta.

Dopo il deposito della relazione finale, ed entro un termine perentorio non superiore a 30 gg (stabilito dal Giudice), le parti potranno depositare un atto scritto con il quale dichiarano di accettare o meno le conclusioni del consulente tecnico. Il mancato deposito è considerata accettazione implicita;

L’accettazione provoca l’omologazione giudiziale della C.T.U.

L’omologazione non è appellabile ma è previsto il ricorso straordinario per Cassazione limitatamente alla decisione sulle spese,

Se la C.T.U. e la successiva omologazione hanno dato ragione al ricorrente, l’I.N.P.S. dovrà pagare la prestazione entro i successivi 120 gg.

Se invece la C.T.U. viene contestata da una delle parti entro il termine indicato dal Giudice, allora si potrà avviare un ricorso giudiziario da proporre nella forma ordinaria;

In tale caso, con il supporto della necessaria documentazione medica, preferibilmente corredata da una consulenza medica di parte, si darà inizio all’azione legale che vedrà la nomina di un altro C.T.U., il quale, visitato il ricorrente e valutata la documentazione sanitaria, proporrà al Giudice le proprie valutazioni.

Sulla scorta di queste ultime, le cui conclusioni possono comunque essere contestate da una o da entrambe le parti, il Giudice disporrà la sentenza.

La sentenza è inappellabile ma è previsto il ricorso straordinario per Cassazione per motivi di legittimità.

Questa, in sintesi, è la procedura da dover seguire in caso di mancato riconoscimento dei requisiti sanitari per l’ invalidità.

 

Per una consulenza in merito contattaci al n. 091/585864, ovvero manda una mail a info@studiolegaleacp.it ovvero ancora su skype, aggiungendo l’account studiolegaleacp, un nostro esperto sarà a tua completa disposizione.

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