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Il Tribunale di Trieste con la sentenza n. 380/19, depositata il 7 giugno, afferma: se un pedone viene investito perché attraversa la strada distratto dal cellulare ha una responsabilità pari a 80% della colpa del suo incidente in quanto viola le regole di prudenza e diviene un ostacolo per il conducente tale da non essere evitato.

Investimento pedone distratto: che grado di responsabilità ha? La vicenda

Lo studio legale acp parla del caso di un investimento di un pedone distratto e di quale sia la sua responsabilità

L’investimento di un pedone distratto dall’uso del cellulare determina un grado di responsabilità assunto dalla vittima dell’incidente. La vicenda riguarda una donna vittima di un investimento mentre attraversa la strada per salire sull’autobus da un autoveicolo intento a superare l’autobus in sosta. Davanti al Giudice di Pace il conducente, proprietario della vettura ed il FGVS, viene citato per responsabilità esclusiva e risarcimento danni calcolato in € 5.020.00 più interessi, rivalutazione e spese, a causa vari traumi agli arti inferiori riportati dalla vittima a causa della caduta. La compagnia FGVS si costituisce in giudizio contestando la ricostruzione dei fatti e la quantificazione dei danni dell’atto di citazione, chiedendone il rigetto. Il Giudice di Pace respinge la richiesta della donna e propone dunque appello.

Lo studio legale acp tratta il caso di un investimento di un pedone che attraversa la strada distratto dal cellulare: quale responsabilità ha?

 

Nel caso di investimento di un pedone distratto dal cellulare quale responsabilità ha il conducente? Prova liberatoria

A fronte di un investimento di un pedone distratto la responsabilità non è solo da attribuire al conducente dell’auto. Lo ribadisce la Corte La Corte secondo la giurisprudenza costante (ex multis, Cass. civ. n. 12751/2001 e Cass. civ. n. 14064/2010) «la prova liberatoria di cui all’art. 2054 c.c., nel caso di danni prodotti a persone o cose dalla circolazione di un veicolo, non deve essere necessariamente data in modo diretto cioè dimostrando di avere tenuto un comportamento esente da colpa e perfettamente conforme alle regole del codice della strada, ma può risultare anche dall’accertamento che il comportamento della vittima sia stato il fattore causale esclusivo

dell’evento dannoso, comunque non evitabile da parte del conducente, attese le concrete circostanze della circolazione e la conseguente impossibilità di attuare una qualche idonea manovra di emergenza. Alla stregua di questi criteri si è ritenuto in particolare che il pedone, il quale attraversi la strada di corsa sia pure sulle apposite “strisce pedonali” immettendosi nel flusso dei veicoli marcianti alla velocità imposta dalla legge,

pone in essere un comportamento colposo che può costituire causa esclusiva del suo investimento da parte di un veicolo, ove il conducente, sul quale grava la presunzione di responsabilità di cui alla prima parte dell’art. 2054 c.c., dimostri che l’improvvisa ed imprevedibile comparsa del pedone sulla propria traiettoria di marcia ha reso inevitabile l’evento dannoso, tenuto conto della breve distanza di avvistamento, insufficiente per operare un’idonea manovra di emergenza».

Il Tribunale di Trieste ricorda come l’uso del telefono in ambiente stradale sia un pericolo non solo per chi guida un autoveicolo, ma anche per i pedoni che devono avere una condotta attenta a prudente.

 

Nel caso specifico il Tribunale di Trieste attribuisce l’80% di colpa al pedone e del restante 20% al conducente dell’auto dichiarando che la donna ha attraversato la strada in maniera distratta parlando al telefono e senza guardare se stessero sopraggiungendo contemporaneamente veicoli rendendosi in tal modo inosservante delle regole sulla circolazione stradale e di quelle di comune prudenza.

 

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