fbpx
Contattaci per una consulenza +39 091 58 58 64 o per email info@studiolegaleacp.it
Seguici sui Social Network
Contattaci per una consulenza +39 091 58 58 64 o per email info@studiolegaleacp.it
Seguici sui Social Network

LA DIVISIONE GIUDIZIALE DEI BENI. QUANDO E COME RICHIEDERLA.

LA-DIVISIONE-GIUDIZIALE-DEI-BENI.-QUANDO-E-COME-RICHIEDERLA-STUDIO-LEGALE-STUDIOLEGALE-PALERMO-MILANO-TRAPANI-NAPOLI-AVVOCATO

In merito allo scioglimento della comunione dei beni – sia ereditaria che non –  bisogna innanzitutto richiamare il primo comma dell’art 1111 c.c., secondo il quale: “Ciascuno dei partecipanti può sempre domandare lo scioglimento della comunione”.

Se, quindi, uno dei partecipanti decide di sciogliere la comunione, gli altri non possono impedirlo. Il diritto alla divisione si configura, quindi, come vero e proprio diritto potestativo proprio perché gli altri comunisti non possono far altro che subire la decisione presa.

Cosa succede se oggetto della comunione sono beni indivisibili?

Nel caso in cui un bene oggetto di comunione sia indivisibile e non possa quindi essere comodamente diviso si applica l’art. 720 c.c che disciplina espressamente la comunione ereditaria, ma che è applicabile ad ogni forma comunione.

Nello specifico tale articolo prevede che: “Se nell’eredità vi sono immobili non comodamente divisibili, o il cui frazionamento recherebbe pregiudizio alle ragioni della pubblica economia o dell’igiene, essi devono preferibilmente essere compresi per intero, con addebito dell’eccedenza, nella porzione di uno dei coeredi aventi diritto alla quota maggiore, o anche nelle porzioni di più coeredi, se questi ne richiedono congiuntamente l’attribuzione. Se nessuno dei coeredi è a ciò disposto, si fa luogo alla vendita all’incanto.”

In altri termini, se un bene non è divisibile, uno o più coeredi (preferibilmente coloro che possiedono la quota maggiore) possono chiederne l’attribuzione diretta, versando un conguaglio agli altri aventi diritto. Viceversa, se nessun coerede è a ciò disposto, dovrà procedersi alla vendita a terzi con conseguente distribuzione del ricavato in proporzione alle quote di ciascuno dei partecipanti alla comunione. 

Quando un bene “non è comodamente divisibile”?

Un bene non è comodamente divisibile quando non è fisicamente frazionabile; quando è cioè impossibile realizzare delle porzioni suscettibili di autonomo e libero godimento.

In tal caso è preferibile sacrificare il diritto dei singoli comproprietari a ricevere una parte dei beni oggetto del patrimonio ereditario in proporzione alla propria quota spettante.

Quali beni sono interessati?

La norma, pur riferendosi ai soli beni immobili, è applicabile altresì ad:

– aziende

– beni mobili

– ai beni assolutamente indivisibili poichè la divisione farebbe venire meno l’uso e la destinazione.

Come si procede alla divisione giudiziale?

Nel caso in cui gli aventi diritto non riescano a trovare un accordo per procedere allo scioglimento della comunione, gli stessi possono rivolgersi al Tribunale competente, chiedendo di procedere alla divisione giudizialmente (prima dell’avvio del giudizio è però sempre necessario esperire il tentativo di mediazione innanzi ad un organismo di conciliazione riconosciuto dal Ministero).

Instaurata la causa, il Giudice può procedere in prima persona alle operazioni di divisione oppure delegare un notaio.

Una volta che viene predisposto il progetto di divisione, quest’ultimo viene depositato in cancelleria per permettere agli interessati di prenderne visione.

Se non sorgono contestazioni, il progetto divisionale viene dichiarato esecutivo e le singole porzioni possono essere attribuite a ciascun comproprietario.

Qualora non fosse possibile dividere i beni oggetto di comunione e nessuno dei comproprietari ne richiedesse l’attribuzione, il Giudice competente disporrà la vendita dei beni medesimi, distribuendo poi fra gli aventi diritto il ricavato.

In conclusione, il tema dello scioglimento delle comunioni appare di grande rilevanza pratica ed è sempre oggetto di contrasti che possono essere risolti solamente attraverso l’assistenza di professionisti preparati in grado di far fronte alle diverse problematiche.

Per una consulenza su questo tema contattaci al n. 091/585864, ovvero manda una mail a info@studiolegaleacp.it ovvero ancora su skype, aggiungendo l’account studiolegaleacp, un nostro esperto sarà a tua completa disposizione.

2 Responses
  1. CARAVATTI GIORGIO

    terreno indiviso in provincia di Olbia ereditato per successione dai due nipoti del de cuius defunto nel 2002 . il giudice competente territoriale per l’iter risolutivo (mediazione ed ev. estrazione a sorte) e’ quello dell’ultima residenza del de cuius (Busto ARSIZIO)o quello della ubicazione del terreno (Olbia) ??

Leave a Reply