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L’assegno di mantenimento spetta alla moglie che si trova in condizioni economiche svantaggiate?

 

La questione dell’assegno di mantenimento versato in caso di separazione o divorzio a favore della moglie che si trova in condizioni più svantaggiate sul piano economico, risulta essere molto complessa e con varie implicazioni come i requisiti necessari per ottenere il mantenimento stesso. L’eventuale squilibrio tra le condizioni economiche dei coniugi non basta per ottenere l’assegno di mantenimento in favore della moglie.

In tal caso in linea con la sentenza a Sezioni Unite della Cassazione, n. 18287/18, è necessario valutare le scelte fatte derivanti dal matrimonio o al suo interno.

(Tribunale di Milano, sez. IX Civile, sentenza n. 6665/19; depositata il 5 luglio)

Quando si può richiedere l’assegno di mantenimento? Il caso

Lo studio legale acp tratta il tema del diritto all'assegno mantenimento in favore della moglie: quali sono i criteri indispensabili?

Richiesta di assegno di mantenimento in favore della moglie che versa in condizioni economiche non uguali al marito.

Il caso nasce da un ricorso giudiziale per la cessazione degli effetti civili di un matrimonio concordatario risalente al 2003, da cui era nato un figlio, quindicenne, e più giovane al momento della separazione, omologata dal Tribunale di Milano nel maggio del 2012.

Il marito presentò ricorso per il divorzio a novembre del 2017 chiedendo che il figlio fosse affidato in maniera congiunta ad entrambi i coniugi, ma con collocamento prevalente presso la madre. Inoltre, alla donna spettava l’assegnazione della casa coniugale. Il richiedente era tenuto a versare un consistente assegno di mantenimento in favore del figlio.

La moglie si dichiarava favorevole alle condizioni stabilite, ma presentò domanda di concessione di assegno di mantenimento in suo favore, alla quale il marito si opponeva.

L’assegno di mantenimento spetta al coniuge più debole sul piano economico-finanziario?

Assegno mantenimento moglie: lo studio acp spiega i criteri indispensabili

Nel caso di specie, Il Tribunale di Milano trattando la questione riguardante la richiesta di concessione dell’assegno di mantenimento in favore della moglie che, pur lavorando, sosteneva la sua inferiorità sul piano condizioni economico rispetto al marito e di avere quindi diritto all’attribuzione di un assegno divorzile.

Il Tribunale, però, ha respinto tale richiesta in quanto riteneva che la signora potesse considerarsi economicamente autosufficiente, anche se vi era una situazione di squilibro economico tra i due coniugi in linea con il recente orientamento delle Sezioni Unite (sentenza n. 18287/2018).

Le condizioni economiche e patrimoniali dei coniugi non rappresentano più il punto di riferimento principale e sufficiente al riconoscimento dell’assegno, ma deve essere riferibile a scelte fatte in conseguenza del matrimonio o al suo interno.

La richiedente ha affermato di aver modificato la propria condizione lavorativa a favore del nucleo familiare a seguito della nascita del figlio, ma senza darne prova concreta in giudizio.

Inoltre, secondo il Tribunale tale sacrificio non le ha impedito di maturare redditi di lavoro sempre crescenti e infine, di avviare un’attività in proprio.

Secondo il Tribunale, valutando anche la durata del matrimonio e la condizione professionale presente al momento dello stesso, ha ritenuto i presupposti per la concessione dell’assegno divorzile assenti e dunque la relativa domanda è stata respinta.

 

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