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In caso di lite tra colleghi, il licenziamento non sempre è legittimo. L’ha stabilito la Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 10621 depositata il 22 aprile 2021.

Il litigio in questione, verificatosi all’interno di un supermercato alla presenza di clienti e colleghi, si era concluso col licenziamento di uno dei due dipendenti coinvolti nel litigio. Ma, tale licenziamento, secondo i Giudici è stato eccessivo.

Lite tra colleghi

Lite tra colleghi e licenziamento – La vicenda

La vicenda è andata in scena nel reparto di macelleria di un supermercato in Toscana. Due lavoratori si scontravano qui prima verbalmente e poi fisicamente: Paolo raggiungeva Nando nella cella frigorifera e lo schiaffeggiava, provocando la reazione di Nando che lo colpiva violentemente. Poiché la vicenda si svolgeva alla presenza di altri dipendenti e clienti, Nando veniva licenziato per giusta causa.

I giudici di primo grado consideravano legittimo il licenziamento, mentre in Appello veniva dichiarato illegittimo. I giudici di secondo grado costringevano dunque il datore di lavoro a riconoscere a Nando un’indennità risarcitoria pari a diciotto mensilità dell’ultima retribuzione di fatto. Nando aveva effettivamente colpito il collega davanti ai colleghi e ai clienti. Un comportamento, questo, che effettivamente può essere punito col licenziamento senza preavviso. Nel caso in questione, tuttavia, il lavoratore aveva reagito ad un’aggressione. “Nando aveva colpito il collega dopo essere stato schiaffeggiato. Dopo la prima discussione avvenuta nel reparto e rimasta nei limiti di un confronto verbale, aveva continuato a lavorare senza dare seguito al diverbio mentre era stato Paolo a seguirlo nella cella frigorifera con l’intenzione di continuare il litigio e di aggredirlo”, si legge sulla sentenza. Senza contare che Nando non aveva precedenti disciplinari.

Lite tra colleghi

La decisione della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione confermava la decisione dell’Appello. Per i Giudici della Suprema Corte, difatti, è corretta, e non può essere messa in discussione, la valutazione dell’episodio compiuta in Appello.

I dettagli della vicenda, come acclarati tra primo e secondo grado, sono stati ritenuti sufficienti per ritenere evidente “l’illegittimità della sanzione espulsiva” decisa dall’azienda. Nando, dunque, poteva essere licenziato, ma aveva comunque diritto ad un adeguato risarcimento.

Ecco dunque che, in caso di lite tra colleghi, il licenziamento non sempre è legittimo.

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