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L’obbligo dei genitori di mantenere i figli, anche in caso di separazione, è sancito nel nostro ordinamento sia dalla Costituzione (art. 30) che dal Codice Civile (art .147 e ss,).

Ma sino a quando un genitore può essere obbligato a contribuire al mantenimento dei figli?

Sfortunatamente la giurisprudenza non fornisce una risposta precisa in termini anagrafici, ovvero non fissa un limite di età oltre il quale può essere escluso il mantenimento.

Sicuramente  è opinione unanime  che l’obbligo al mantenimento non cessa al sopraggiungere della maggiore età, ma perdura fino al momento in cui i figli non siano divenuti economicamente autosufficienti.

È stato affermato, in particolare che la valutazione specifica sulla durata dell’obbligo al mantenimento dei figli deve essere effettuata dal Giudice caso per caso e con criteri proporzionalmente più rigidi in relazione all’età dei beneficiari.

Sul punto una recentissima pronuncia della Corte di Cassazione ha affermato che la cessazione dell’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni non autosufficienti deve essere fondata su un accertamento di fatto che abbia riguardo all’età, all’effettivo conseguimento di un livello di competenza professionale e tecnica, all’impegno rivolto verso la ricerca di un’occupazione lavorativa nonché, in particolare, alla complessiva condotta personale tenuta, da parte dell’avente diritto, dal momento del raggiungimento della maggiore età. (Cass Civile Sez IV n. 10207 del 26.04.2017; nello stesso senso Cass. Civ. sezione 1, n. 12952 del 22 giugno 2016).

In conclusione,  l’obbligo al mantenimento per il figlio maggiorenne può cessare qualora venga provato – e l’onere della prova spetta al genitore obbligato – che lo stesso abbia raggiunto l’indipendenza economica, percependo un reddito corrispondente alla professionalità acquisita, ovvero che si sia sottratto volontariamente allo svolgimento di un’attività lavorativa adeguata alle proprie competenze. In ogni caso, comunque, il Giudice dovrà valutare la condotta complessivamente tenuta dal figlio avente diritto.

Per una consulenza sul tema contattaci al n. 091/585864, ovvero manda una mail a info@studiolegaleacp.it ovvero ancora su skype, aggiungendo l’account studiolegaleacp, un nostro esperto sarà a tua completa disposizione.

 

 

2 Responses
  1. Davide Gizzi

    Buongiorno, Mi chiamo Davide Gizzi sono pensionato ho una pensione per inabilita’ al servizio di Carabiniere in quanto congedato per DPTS cronico.
    Il mio problema e che do ancora il mantenimento alle mie figlie di 24 e 20 anni malgrado la piu grande ha un lavoro in regola mentra la piu piccola lavora in nero, questo e quello che mi hanno riferito, io non vivo in Italia quindi sono impossibilitato ad accertare le condizioni lavorative delle mie figlie. La somma da me versata non e’ astronimica ma 350 euro mensili a me fanno comodo, sono sposato con una cittadina filippina. La mia domanda e come poso ritornare in possesso della mia pensione visto che fu pignorata della somma. Io le mie figlie le ho a carico per il 50% per le detrazioni fiscali e ho paura che se superano certi redditi l’ufficio delle entrate sicuramente mi multa. Grazie per una vostyra cortese risposta

    1. Buongiorno,
      per far cessare l’obbligo al mantenimento nei confronti del proprio figlio maggiorenne occore iniziare un giudizio nei confronti di quest’ultimo.Sarà necessario provare che lo stesso abbia raggiunto l’indipendenza economica, ovvero che si sia sottratto volontariamente allo svolgimento di un’attività lavorativa adeguata alle proprie competenze. In ogni caso, sarà il Giudice a dover valutare la condotta complessivamente tenuta dal figlio avente diritto.
      Per accertare eventuali attività lavorative svolte, esistono delle agenzie investigative che si occupano proprio di questo, a prezzi contenuti.
      Cordiali saluti.

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