Opposizione agli atti esecutivi

Il principio di opposizione ex art. 617 c.p.c. è stato ribadito dalla Suprema Corte in una recente pronuncia (sent., 15 FEBBRAIO 2023, N. 4797) riguardante gli atti esecutivi di espropriazione immobiliare.

Tale articolo afferma che l’opposizione può essere proposta entro 20 giorni dal momento in cui il soggetto interessato ha avuto conoscenza, legale o di fatto, del provvedimento in questione.

Vediamo come sono andati i fatti.

opposizione agli atti esecutivi

Atti esecutivi di espropriazione immobiliare: un caso

Nel caso specifico, ii debitori assoggettati ad esecuzione immobiliare avevano proposto opposizione contro il decreto di trasferimento di un immobile pignorato. L’opposizione era stata dichiarata inammissibile dal tribunale perché era stata presentata dopo 20 giorni dal deposito in cancelleria del decreto, senza questi fosse però comunicato dlala cancelleria competente.

Gli opponenti avevano quindi presentato ricorso per Cassazione, sostenendo che il termine di 20 giorni per proporre l’opposizione doveva decorrere solo dopo aver ricevuto la notifica del precetto intimante il rilascio dell’immobile, che rappresentava l’unica forma di conoscenza legale del decreto di trasferimento.

La Suprema Corte ha accolto il ricorso degli opponenti, ribadendo che il termine per l’opposizione ex art. 617 c.p.c. non può decorrere dal deposito del decreto di trasferimento in cancelleria o dalla sua trascrizione nei Registri Immobiliari, ma solo dal momento in cui l’interessato ha avuto conoscenza legale o di fatto del provvedimento stesso.

La Corte ha precisato che la conoscenza idonea a far sorgere l’onere di impugnare il decreto di trasferimento può derivare anche dalla notificazione o dalla comunicazione di un altro atto o provvedimento che, nella sequenza seriale della procedura esecutiva, necessariamente presuppone l’emanazione del decreto di trasferimento.

Tuttavia, l’onere di diligenza gravante sulle parti non implica un costante controllo del fascicolo del procedimento, ma solo un’adeguata verifica in seguito all’avvenuta conoscenza del provvedimento.

In conclusione

La pronuncia della Suprema Corte fa il punto sui principi elaborati dalla giurisprudenza in merito all’individuazione del dies a quo per il decorso del termine per l’opposizione ex art. 617 c.p.c. e ribadisce che la conoscenza legale o di fatto del provvedimento rappresenta l’unica forma di conoscenza idonea a far decorrere il termine per proporre l’opposizione.

Per maggiori informazioni, contattaci al n. 091585864, o manda una mail a info@studiolegaleacp.it oppure ancora su Skype, aggiungendo l’account studiolegaleacp, un nostro esperto sarà a tua completa disposizione.

Opposizione agli atti esecutivi

Il principio di opposizione ex art. 617 c.p.c. è stato ribadito dalla Suprema Corte in una recente pronuncia (sent., 15 FEBBRAIO 2023, N. 4797) riguardante gli atti esecutivi di espropriazione immobiliare.

Tale articolo afferma che l’opposizione può essere proposta entro 20 giorni dal momento in cui il soggetto interessato ha avuto conoscenza, legale o di fatto, del provvedimento in questione.

Vediamo come sono andati i fatti.

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Atti esecutivi di espropriazione immobiliare: un caso

Nel caso specifico, ii debitori assoggettati ad esecuzione immobiliare avevano proposto opposizione contro il decreto di trasferimento di un immobile pignorato. L’opposizione era stata dichiarata inammissibile dal tribunale perché era stata presentata dopo 20 giorni dal deposito in cancelleria del decreto, senza questi fosse però comunicato dlala cancelleria competente.

Gli opponenti avevano quindi presentato ricorso per Cassazione, sostenendo che il termine di 20 giorni per proporre l’opposizione doveva decorrere solo dopo aver ricevuto la notifica del precetto intimante il rilascio dell’immobile, che rappresentava l’unica forma di conoscenza legale del decreto di trasferimento.

La Suprema Corte ha accolto il ricorso degli opponenti, ribadendo che il termine per l’opposizione ex art. 617 c.p.c. non può decorrere dal deposito del decreto di trasferimento in cancelleria o dalla sua trascrizione nei Registri Immobiliari, ma solo dal momento in cui l’interessato ha avuto conoscenza legale o di fatto del provvedimento stesso.

La Corte ha precisato che la conoscenza idonea a far sorgere l’onere di impugnare il decreto di trasferimento può derivare anche dalla notificazione o dalla comunicazione di un altro atto o provvedimento che, nella sequenza seriale della procedura esecutiva, necessariamente presuppone l’emanazione del decreto di trasferimento.

Tuttavia, l’onere di diligenza gravante sulle parti non implica un costante controllo del fascicolo del procedimento, ma solo un’adeguata verifica in seguito all’avvenuta conoscenza del provvedimento.

In conclusione

La pronuncia della Suprema Corte fa il punto sui principi elaborati dalla giurisprudenza in merito all’individuazione del dies a quo per il decorso del termine per l’opposizione ex art. 617 c.p.c. e ribadisce che la conoscenza legale o di fatto del provvedimento rappresenta l’unica forma di conoscenza idonea a far decorrere il termine per proporre l’opposizione.

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