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PROTESTO COS’È E QUALI SONO I RIMEDI avvocato palermo milano napoli trapani studio legale assistenza debiti pignoramento

Vediamo come procedere per ottenere la cancellazione di un protesto.

1) Cosa è il protesto

2) Termini per effettuare il protesto

3) Conseguenze

4) Rimedi

5) Procedimento di riabilitazione

 

1) COSA E’ IL PROTESTO

Il protesto è l’atto formale con il quale il pubblico ufficiale (un notaio o un segretario comunale) attesta il mancato pagamento di una cambiale o di un assegno bancario.

 

2) I TERMINI PER IL PROTESTO

Per la cambiale a vista il protesto va effettuato entro 1 anno dalla data di emissione mentre per quelle a data certa va effettuato entro i due giorni feriali successivi alla scadenza.

Per gli assegni, invece, il protesto potrà essere richiesto solo se l’assegno è presentato entro i termini previsi dalla legge (8 giorni dalla emissione, se il Comune dove è stato emesso l’assegno coincide con quello in cui ha sede la Banca dove lo stesso titolo è tratto; 15 giorni se l’assegno è pagabile in un Comune differente da quello di emissione).

 

3) CONSEGUENZE

Per tutelare i soggetti che hanno rapporti economici con il protestato, il protesto è oggetto di pubblicità. Tale pubblicità si realizza attraverso l’iscrizione nel Registro informatico dei protesti che viene tenuto dalla Camera di Commercio competente per territorio.

Di fatto tale pubblicità finisce per avere un incisivo effetto sanzionatorio, giacché rende pressoché impossibile per il protestato l’accesso al credito.

Inoltre è bene ricordare che in caso di emissione di assegni senza provvista è prevista anche una sanzione amministrativa pecuniaria da € 516 a € 3.098 euro che aumenta (da 1.032 a 6.197 euro) se l’importo dell’assegno è superiore a € 10.329 o nel caso di violazioni reiterate.

 

4) I RIMEDI AL PROTESTO

È necessario distinguere il caso in cui il protesto riguardi a) una cambiale o b) un assegno.

a) Nel primo caso, se il debitore entro un anno dal protesto ha provveduto al pagamento della cambiale, può chiedere la cancellazione dal registro protesti presentando un’istanza alla Camera di Commercio territorialmente competente, allegando la quietanza liberatoria che attesta l’avvenuto pagamento del credito.

Invece, se il pagamento viene effettuato oltre un anno dal protesto, la cancellazione potrà essere ottenuta solo a seguito del c.d. procedimento di riabilitazione.

b) Nel secondo caso, invece, anche se il debitore ha provveduto al pagamento del titolo protestato potrà ottenere la cancellazione dal registro protesti solo dopo che sia trascorso un annodal giorno in cui il protesto è stato levato e solo dopo avere esperito il procedimento di riabilitazione.

In entrambi i casi, comunque, i protesti verranno automaticamente cancellati trascorsi cinque anni dalla loro iscrizione nel registro.

 

5) IL PROCEDIMENTO DI RIABILITAZIONE

La richiesta di riabilitazione si presenta mediante ricorso al Tribunale ordinario del luogo di residenza dell’interessato, al quale devono essere allegati i seguenti documenti;

– la visura camerale che attesta l’assenza di ulteriori protesti;

– i dati anagrafici del richiedente;

– il titolo protestato in originale;

– la quietanza liberatoria rilasciata dal creditore che attesti l’avvenuto pagamento del titolo di credito.

 

Nel termine di venti giorni dal deposito dell’istanza, il Presidente del Tribunale, se accoglie la richiesta, pronuncia un decreto di riabilitazione con il quale autorizza la Camera di Commercio a cancellare il richiedente dal registro informatico nazionale dei protesti.

 

Una volta ottenuto il provvedimento di riabilitazione, l’interessato dovrà depositarne una copia autentica presso l’ufficio protesti della Camera di Commercio competente che a sua volta procederà alla cancellazione definitiva.

 

Attraverso il procedimento di riabilitazione il protesto viene cancellato dal registro informatico ed è come se non fosse mai esistito.

 

Se hai subito protesti e intendi procedere alla loro cancellazione contattaci al n. 091/585864, ovvero manda una mail a info@studiolegaleacp.it ovvero ancora su skype, aggiungendo l’account studiolegaleacp.

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