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Il fatto: un  cittadino è vittima di incidente stradale causato dal dissesto del manto. La responsabilità del sinistro stradale non va attribuita al Comune all’interno del quale è avvenuto il fatto, ma all’ente che ha la disponibilità di quel tratto di strada in forza di contratti, accordi o concessioni.

È ciò che ha deciso la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del Comune in questione, in seguito alla denuncia di violazione e la falsa applicazione dell’art. 2051 c.c. in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c.

Nel caso in cui si verifichi un sinistro stradale, la responsabilità del danno è da attribuire a chi gestisce il tratto di strada in questione. Poiché, in questo caso, la strada si trova all’interno del territorio comunale, ma era gestito da un ente terzo,, il Comune non è tenuto al risarcimento.

Cosa dice la legge sulla responsabilità del sinistro stradale

L’ente proprietario di una strada ne è custode ai sensi dell’art. 2051 del codice civile. Se sulla strada è presente un dissesto oppure un’alterazione momentanea, esso sarà responsabile di un eventuale incidente stradale, salvo che l’ente provi il c.d. caso fortuito.

 

strada dissestata
strada dissestata

Ora, in caso di incidente causato dal dissesto del manto stradale, il conducente dell’autoveicolo potrà agire contro il   Comune in cui è accaduto il fatto.

Ma, attenzione! In Comune è responsabile solo nel caso in cui la strada in questione sia sotto la sua manutenzione. Diverso è il caso in cui, seppur il sinistro è accaduto dentro il territorio comunale, la strada sia gestita da un ente terzo. 

In questo caso non è il Comune a dover risarcire il danno, ma l’ente gestore. Questo è quanto deciso dalla Corte di Cassazione con ordinanza n.10188 del 30 marzo 2022 che ha accolto il ricorso del Comune, precedentemente rigettato dal Tribunale di Bergamo.

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