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La recensione negativa che appare su internet nella piattaforma Google by Bussines finalizzata a esprimere una critica nei confronti della prestazione resa da un professionista non assume i caratteri di una diffamazione nella misura in cui, pur usando un linguaggio gergale e toni aspri, risulti funzionale alla critica stessa non configurandosi come immotivata aggressione ad hominem.
(Tribunale di Siena, sentenza n. 285/20; depositata il 20 marzo).
 

Scrivere una recensione negativa: quando è diffamazione? La vicenda

Recensione negativa su internet: critica o diffamazione? Studio legale

La vicenda vede come protagonista uno studio di consulenza del lavoro che aveva reso pubblico il proprio profilo professionale sulla piattaforma internet Google Business. A seguito di una recensione negativa di un utente online che dichiarava espressamente “c’è sempre una fregatura da parte mia non lo consiglierei a nessuno”, la Professionista titolare dello studio ha avviato un’azione civile con cui chiedeva in risarcimento dei danni patrimoniali subiti a causa, a detta sua, di tale diffamazione, e il pagamento del compenso professionale per l’opera prestata mai corrisposto per una complessiva domanda di condanna a circa 55mila euro.
Il cliente, di contro, ha richiesto il rigetto della domanda formulata in quanto affermava il diritto di critica che riteneva di aver esercitato in modo legittimo, esprimendo la propria personale considerazione sull’attività svolta dallo studio di consulenza del lavoro. Nelle more del giudizio, il cliente ha provveduto ha saldare la prestazione d’opera professionale, pertanto la causa prosegue in riferimento al giudizio di risarcimento del danno.
 

Recensione negativa su internet: diritto di critica o diffamazione?

Recensione negativa su internet: critica o diffamazione? Studio legale acp

Il Tribunale, analizzando il concetto di diritto di critica, evidenzia una definizione congetturale del termine, non obiettiva ed asettica, espressione di una opinione soggettiva. Pertanto, al fine di verificare se una critica negativa rappresenti una diffamazione è necessario compiere un’operazione di valutazione complessiva del contesto dialettico in cui sono state espresse le frasi potenzialmente infamanti.
Nel caso di specie, la citata espressione utilizzata dal cliente all’interno di una piattaforma internet, pur mettendo in dubbio la correttezza dell’operato del professionista, deve essere valutata tenendo conto del contesto in cui è stata inserita.
Secondo il Giudice le espressioni verbali del cliente, pur avendo urtato la sensibilità della professionista, non assumevano connotazione di una vera e propria offesa in quanto non erano né scurrili né dispregiative.
Inoltre, nel momento in cui il professionista decide di intraprendere un’attività aperta al pubblico e di inserire il suo profilo sulla piattaforma Gmail by Business, accetta il rischio di essere destinatario di recensioni negative da parte di un cliente insoddisfatto.
 
In conclusione, il Tribunale ha riconosciuto l’operatività del diritto di critica sostenuta dal convenuto in quanto il linguaggio gergale usato è risultato funzionale allo scopo della critica senza rappresentare un attacco e un’offesa di natura personale. Per tali ragioni la richiesta risarcitoria è stata rigettata con compensazione delle spese di causa.
 

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