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Lo studio legale acp spiega cos'è la ricerca telematica nel recupero crediti

Recupero Crediti: Cos’è la Ricerca Telematica?

Come fare se, nonostante il titolo esecutivo, il debitore ancora non salda il debito nei nostri confronti? Niente paura: di recente è stato introdotto nell’ordinamento giuridico italiano uno strumento – D.l. n. 172 del 12.09.2014, convertito nella legge n. 162 del 10.11.2014 – che tutela il creditore, facilitandolo nella ricerca dei beni pignorabili del debitore: la ricerca telematica.

Cerchiamo quindi di capire meglio come e quando potersi avvalere della ricerca telematica e quali sono i suoi (eventuali) limiti.

Qual è la procedura per la ricerca telematica?

Innanzitutto, è bene avere chiaro il concetto di pignoramento: si tratta dell’atto di espropriazione forzata di beni in possesso del debitore, così da soddisfare il creditore – o i creditori – che vanta dei diritti nei suoi confronti. Esistono tre tipologie di pignoramento: di beni immobili, di beni mobili e presso terzi (per approfondire l’argomento del pignoramento presso terzi, vi invitiamo a leggere il nostro articolo relativo al pignoramento dello stipendio o della pensione).

Se, a seguito di sollecitazioni al pagamento e nonostante il titolo esecutivo o il decreto ingiuntivo, il debitore ancora non salda il proprio debito, si può ricorrere all’esecuzione forzata e quindi alla ricerca telematica. Ma che cos’è di preciso la ricerca telematica? Si tratta, come accennato poco sopra, di uno strumento a tutela del debitore, che permette di effettuare una ricerca sui beni in possesso del debitore.

Prima di poter effettuare la ricerca, il creditore è tenuto a depositare un’istanza presso il Tribunale competente per l’area in cui il debitore è residente o domiciliato. Questa istanza dev’essere presentata nell’arco di tempo che va dai 10 giorni successivi alla notifica dell’atto di precetto al debitore fino ai 90 giorni successivi. Il documento in questione deve contenere le generalità delle parti, l’indirizzo email del creditore e l’indirizzo di posta certificata del suo difensore, nonché i titoli che certificano il diritto a procedere con l’esecuzione forzata. All’istanza si dovranno allegare la copia del titolo esecutivo, la nota di iscrizione a ruolo dell’istanza e il precetto notificato. Il deposito dell’istanza costa 43,00 € a titolo di contributo unificato, ai quali si devono aggiungere i compensi dell’avvocato.

A questo punto, sta al Giudice valutare il caso ed eventualmente dare il consenso alla ricerca telematica; il Tribunale, in caso di esito positivo, emetterà un decreto che autorizza l’Ufficiale Giudiziario ad effettuare la ricerca nella banca dati.

Quali sono i beni pignorabili?

L’Ufficiale Giudiziario avrà accesso a più banche dati per effettuare la sua ricerca:

L’anagrafe tributaria: dà accesso alle informazioni relative al reddito del debitore e alle fonti da cui esso proviene.

L’anagrafe dei rapporti finanziari: dà accesso alle informazioni relative ai rapporti con istituti finanziari, come i conti correnti.

Il Pubblico Registro Automobilistico (P.R.A.): dà accesso alle informazioni relative ad eventuali beni immobili del debitore.

Gli enti previdenziali: danno accesso alle informazioni su eventuali indennità o assegni previdenziali o assistenziali.

I registri immobiliari: per verificare possibili immobili intestati al debitore.

Una volta effettuata la ricerca telematica, l’Ufficiale Giudiziario redige un verbale informativo contenente le banche dati in cui è stato effettuano il controllo e i risultati dell’indagine.

Fatto ciò, se i beni pignorabili si trovano nel territorio di competenza dell’Ufficiale giudiziario, questi procederà al pignoramento secondo le modalità previste dalla legge, notificando cioè al debitore i beni pignorati, che devono essere consegnati entro i 10 giorni successivi e custoditi presso l’Istituto  Vendite Giudiziarie di competenza sul territorio. Se invece i beni pignorabili si trovano al di fuori dell’area di competenza, il creditore si dovrà rivolgere all’ufficiale giudiziario competente per l’area in cui si trovano i beni, presentando gli esiti delle ricerche e la copia autentica del verbale.

In entrambe le circostanze, se l’ufficiale giudiziario non trova il bene pignorato precedentemente individuato nelle banche dati, sollecita il debitore ad individuarlo e renderlo disponibile entro il termine massimo di 15 giorni; altrimenti, la falsa comunicazione è punita in base all’art. 388 c.p.

Quali sono i limiti della ricerca telematica?

Tuttavia, non tutti i Tribunali sono ancora attrezzati per svolgere la ricerca telematica. In questi casi il Giudice autorizza quindi direttamente il legale del creditore ad effettuare la ricerca presso i gestori delle banche dati; tale procedura purtroppo non è gratuita come la ricerca telematica, in quanto enti come Agenzia delle Entrate, Inail o Inps (e via dicendo) offrono la possibilità di consultare la propria banca dati previo pagamento di una speciale tariffa.

Per maggiori informazioni, contattaci al n. 091585864, o manda una mail a info@studiolegaleacp.it oppure ancora su Skype, aggiungendo l’account studiolegaleacp, un nostro esperto sarà a tua completa disposizione.

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