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La responsabilità di cose in custodia obbliga un soggetto a risarcire il danno per il solo fatto di essere il custode della cosa che lo ha provocato.

L’articolo 2051 del codice civile disciplina la responsabilità oggettiva nei casi di rapporto di custodia. In particolare, stabilisce che, in termini di ripartizione dell’onere della prova, al danneggiato spetta dimostrare il nesso di causa tra l’evento e il danno; mentre il custode deve produrre sufficienti prove circa la sua estraneità ai fatti (caso fortuito).

Per caso fortuito, secondo la Suprema Corte (sent. n. 8478/2020) deve intendersi “tutto ciò che non è oggettivamente prevedibile mediante una valutazione ex ante o in astratto”. 

Questo significa che anche la condotta del danneggiato potrebbe integrare il caso fortuito ed escludere la responsabilità del custode, laddove  non prevedibile. 

Il caso di accertata responsabilità di cose in custodia

caso fortuito danni

La Corte d’Appello di Milano aveva confermato la decisione del Tribunale di primo grado che aveva condannato due società per i danni cagionati da un incendio sviluppatosi dal tetto del fabbricato dove si trovavano le unità immobiliari in fase di manutenzione, dalle stesse condotte in locazione.

In seguito alle due sentenze di primo e secondo grado, le società sono ricorse in Cassazione ritenendo che la responsabilità fosse esclusivamente  ascivibile alla condotta colposa della ditta appaltatrice dei lavori di manutenzione.

I giudici della Suprema Corte , con la sentenza n. 12909 del 22/04/2022 hanno affermato che la concessione in appalto di di opere non comporta la perdita della custodia da parte del committente. Infatti, la consegna dell’immobile, affinché vi siano eseguiti i lavori, non equivale a un trasferimento del ruolo di custode verso terzi.

Questo significa che chi commissiona dei lavori ha sempre la responsabilità oggettiva di cui si fa riferimento nell’art. 2051 c.c. e che questa non può venire meno solo perché il danno viene causato da un caso fortuito. 

Per questi motivi, le due società che hanno in locazione gli immobili sono tenute a risarcire i danni causati dall’incendio.

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