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1) La sentenza; 2) il caso; 3) il principio.

1) La sentenza

2) Il Caso.

La vicenda parte da un Condominio che cita in giudizio il vecchio amministratore e il nuovo amministratore, imputando loro di non avere svolto l’incarico secondo i principi propri della diligenza del buon padre di famiglia, in particolare per non aver redatto e conservato la documentazione contabile necessaria per poter presentare i bilanci consuntivi secondo i criteri di veridicità e chiarezza.

Ciò aveva reso impossibile ricostruire i bilanci ed accertare le reali entrate ed uscite.

Il Tribunale di Roma, investito della vicenda, li condanna a versare al condominio sia gli importi indebitamente trattenuti sia l’ulteriore cifra di 5 mila euro a carico di ciascuno (stabilita in via equitativa) per il risarcimento del danno patrimoniale subito dal condominio per il disordine contabile. In particolare per le spese affrontate dai condomini e riconducibili alle lacune dei bilanci, alla mancata tenuta delle scritture contabili previste dalla legge e alla confusione dei patrimoni fra mandante e mandatario.

3) Il principio.

Nello specifico, il Tribunale ha ribadito che l’amministratore nella qualità di mandatario, come stabilito dall’art. 1713 cod. civ., ha l’obbligo di rimettere al condominio (mandante) tutto ciò che ha ricevuto a causa del mandato, comprese le somme di denaro appartenenti a quest’ultimo e ricevute nel corso del mandato.

Questa decisione è destinata inevitabilmente a rafforzare le tutele concesse ai condomìni nei confronti dei loro gestori imponendo a questi ultimi maggiore trasparenza sia nel corso della gestione dell’incarico loro affidato sia, soprattutto, nella delicata fase del “passaggio di consegne” tra singoli amministratori.

 

Se ritieni che il tuo amministratore di condominio non si sia comportato diligentemente e vuoi assistenza contattaci al n. 091/585864, ovvero manda una mail a info@studiolegaleacp.it ovvero ancora su skype, aggiungendo l’account studiolegaleacp.

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