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L’assicurazione è tenuta a coprire il proprio cliente anche in caso di richiesta di risarcimento per fatti accidentali

Anche se il contratto stabilisce che l’assicurazione paga in caso di danni causati da “fatto eccezionale”, questo non può escludere gli incidenti colposi. In questo caso, infatti, l’interpretazione errata renderebbe nullo il contratto per inesistenza del rischio, ai sensi dell’art. 1895 c.p.c. 

Questo è quanto deciso dalla Corte di Cassazione lo scorso 29 luglio 2022 con ordinanza n. 23762. Ecco la vicenda e il perché della sentenza.

Risarcimento per fatti accidentali: la vicenda

Il fatto giunto in tribunale parte dall’allagamento di un locale adibito ad un’attività commerciale di oggetti di antiquariato. Il proprietario del negozio cita in giudizio il Comune in cui si verifica l’allagamento, ritenendolo responsabile. 

Egli chiede pertanto il risarcimento del danno subito.

Il Comune, a sua volta, chiama in causa la propria assicurazione, che dovrebbe essere tenuta a coprire il proprio cliente saldando la controparte.

In primo grado il Tribunale accoglie la domanda dell’antiquario e stabilisce che l’assicurazione del Comune paghi i danni riscontrati nell’attività.

La Corte d’Appello modifica in parte la sentenza, confermando l’accoglimento della domanda dell’attore, ma respingendo quella del Comune nei confronti dell’assicurazione. I giudici d’Appello, infatti, sostengono che il Comune non ha diritto alla copertura assicurativa in quanto questa riguarda danni causati da acquedotti e fogne, ma non se questi sono causati da scarsa manutenzione, ovvero per causa colposa. 

In pratica, il Comune, non avendo provveduto alla regolare pulizia e manutenzione delle tubazioni, è responsabile di quanto accaduto e quindi tenuto a pagare di tasca propria.

La decisione della Corte di Cassazione

In disaccordo con questa pronuncia, il Comune ricorre in Cassazione, sostenendo che ci sia stata un’erronea interpretazione del contratto stipulato con la compagnia assicurativa.

Infatti, nel suddetto contratto esiste una clausola che stabilisce che l’assicuratore si obbliga a coprire l’assicurato nel caso in cui questi sia tenuto a risarcire danni causati “in conseguenza di un fatto eccezionale”

Tale dicitura pare escludere i fatti di natura accidentale, come quello avvenuto nel caso in questione.

Tuttavia, la Cassazione ribadisce che la clausola non implica che siano esclusi dalla copertura assicurativa i fatti colposi. Se così fosse, tale interpretazione renderebbe nullo il contratto ai sensi dell’art.1895 c.p.c. per l’inesistenza del rischio.

Così stabilito, è la compagnia assicurativa quella tenuta a pagare il risarcimento dei danni subiti dall’antiquario per conto del Comune.

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