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Sanzioni penali decreto 9 marzo 2020: cosa rischia chi non rispetta i divieti o rende dichiarazioni mendaci nell’autocertificazione?

 
I reati e le sanzioni penali per chi non rispetta il divieto di spostamenti senza necessità o rende dichiarazioni mendaci nell’autodichiarazione sono previste dal decreto del 9 marzo 2020, entrato in vigore il 10 marzo 2020.
La nuova zona protetta attribuita a tutta Italia sta cambiando, in modo concreto, lo stile di vita dei cittadini. È possibile spostarsi e uscire di casa solo se vi un valido motivo. L’imperativo categorico, ribadito più volte dal premier Giuseppe Conte, annunciando le nuove regole, è restare a casa.
 
In quali casi si può uscire?
 
Sanzioni penali decreto 9 marzo 2020: cosa si rischia se si violano i divieti? Risponde lo studio legale acp
 
Si può uscire solo per andare al lavoro, per fare la spesa, per assistere un famigliare bisognoso, per un’urgenza medica o per qualsiasi motivo che renda lo spostamento necessario. Rimane consentito, invece, il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Chi è sottoposto alla quarantena o è risultato positivo al coronavirus ha un divieto assoluto di muoversi da casa. Il motivo valido per spostarsi e uscire di casa deve essere provato mediante un’autodichiarazione, attraverso un apposito modulo prestampato e in dotazione alle forze di polizia statali e locali.
Il suddetto modulo viene compilato dalla pattuglia di poliziotti, carabinieri o vigili urbani. “La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato”.

Dpcm 9 marzo 2020: quali sanzioni penali per chi non rispetta il decreto o fornisce dichiarazioni mendaci nell’autocertificazione?

ll Decreto del presidente del Consiglio dei 9 marzo 2020 dispone espressamente che le sanzioni penali per chi viola il divieto di uscire di casa, per chi fornisce dichiarazioni mendaci nell’autocertificazione e per le altre prescrizioni e restrizioni contenute nel provvedimento, come gli orari di chiusura delle attività commerciali o causa gli assembramenti vietati e non rispetta la distanza minima di un metro nei contatti interpersonali, sono quelle previste dall’articolo 650 del Codice penale: arresto fino a 3 mesi o ammenda fino a 206 euro.
 
IL Decreto fa salve anche ipotesi di reato molto più gravi, ad esempio applicabili a chi diffonda l’epidemia
1.dolosamente
2.colposamente
Nel primo caso è un delitto, caratterizzato dall’intenzionalità, che prevede la pena della reclusione che può arrivare fino all’ergastolo; nel secondo caso, quando è determinato da colpa, la pena è contenuta entro il limite di 12 anni di carcere.
Se viene contagiato qualcuno, ma non si provoca un’epidemia, si risponderà invece del delitto di lesioni personali gravi o gravissime; se l’infezione si trasmette consapevolmente o per negligenza (non si sa di essere positivi al Codiv-19 e si esce di casa e di conseguenza contatti con altri ravvicinati) e il malato muore, si potrebbe sostenere l’omicidio colposo.
Ma non è tutto. La clausola finale «salvo che il fatto costituisca più grave reato » include anche tutte le condotte penalmente rilevanti relative alla trasgressione dei divieti imposti dal Dpcm 9 marzo 2020. Questi reati ipotizzabili possono essere:resistenza al pubblico ufficiale per chi si oppone ai controlli delle forze dell’ordine, punibile con la reclusione fino a 5 anni e per il quale può essere applicato l’arresto in flagranza; false attestazioni sulle qualità personali.
 
Sanzioni penali decreto 9 marzo 2020: cosa si rischia se si violano i divieti? Lo spiega lo studio legale acp
Quest’ultimo riguarda le dichiarazioni mendaci fornite nel modulo di autodichiarazione per gli spostamenti, atto a giustificare ogni uscita dalla propria abitazione. Questa autodichiarazione sui motivi degli spostamenti, secondo il decreto, non consiste in un atto pubblico, ma integra un particolare caso di dichiarazioni mendaci sulle qualità personali. Il relativo reato è punito con la reclusione da un anno a un massimo di sei anni . Si deve porre particolare attenzione alle circostanze che si dichiarano per giustificare l’uscita da casa. Mentire, ad esempio sul proprio lavoro o sullo stato di salute di un familiare, può comportare delle conseguenze molto serie.
 

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