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In caso di strada sconnessa, il conducente ha diritto ad essere risarcito anche se distratto. L’ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17947/21 depositata lo scorso 23 giugno.

La Corte Suprema ha confermato il risarcimento a favore di un motociclista, caduto a casa di un avvallamento presente sul manto stradale. E ha dunque giudicato secondaria la sua disattenzione, sottolineando come questa non escluda la responsabilità dell’ente pubblico.

Strada sconnessa

Strada sconnessa e incidente – La vicenda

La vicenda ha per protagonista un motociclista, vittima di un brutto incidente su una strada della Liguria. L’uomo, caduto rovinosamente a terra, citava in Tribunale la Provincia e il Comune (che, in quel periodo, aveva autorizzato l’esecuzione di lavori di rifacimento del manto stradale).

I giudici di primo grado, considerate le condizioni della strada, condannavano la Provincia a risarcire il motociclista con la possibilità – però – di rivalersi sul Comune. In Appello, però, la sentenza veniva modificata. I giudici ritenevano responsabile il motociclista nella misura del 30% e la Provincia nella misura del 70%. E costringevano quest’ultima ad un risarcimento di 120.000 euro. O meglio: condannavano il Comune a versare alla Provincia la somma indicata come ristoro economico a favore del motociclista.

L’uomo, tuttavia, si rivolgeva in Cassazione per via di quel 30% di responsabilità a lui imputata. Responsabilità che lui contestava per via della strada sconnessa.

Strada sconnessa

La decisione della Cassazione

Il motociclista mostrava delle fotografie da cui si evinceva che, più che di una buca, si trattava di un avvallamento, determinato dalla asperità dell’asfalto (asperità dovuta verosimilmente ad una non corretta preparazione del fondo stradale). E che la buca avrebbe potuto essere posizionata in prossimità del margine destro della carreggiata. La Corte di Cassazione riconosceva tali motivazioni, e riteneva secondario il comportamento disattento del motociclista, che avrebbe potuto evitare l’avvallamento se avesse tenuto il centro della carreggiata.

“La presenza di una strada fortemente sconnessa e piena di avvallamenti non può rappresentare di per sé una esimente per l’ente pubblico, atteso che un comportamento disattento del conducente non rappresenta una condotta imprevedibile. Altrimenti si legittimerebbe il mantenimento delle strade pubbliche in una situazione di incuria e di dissesto al fine di beneficiare di una riduzione o esclusione della responsabilità, facendo ricadere soltanto sull’utilizzatore della strada le conseguenze della mancanza di manutenzione” si legge nella sentenza.

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