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Il titolo esecutivo contro la pubblica amministrazione parte da un assunto: gli enti pubblici sono tenuti a comportarsi nei confronti dei cittadini come fossero dei privati. A dirlo è la Legge. Ecco dunque che, chi vanta un credito nei confronti della pubblica amministrazione, deve comportarsi come se quel credito lo vantasse nei confronti di un privato. Da qui, la possibilità di ottenere un titolo esecutivo contro la pubblica amministrazione.

Titolo esecutivo contro la pubblica amministrazione, che cos’è e a cosa serve

Attraverso il titolo esecutivo, chi vanta un credito può esercitare un’azione esecutiva sui beni del debitore.  L’importante è che il credito  cui il titolo esecutivo fa riferimento sia  certo, liquido ed esigibile.

I titoli esecutivi possono essere: i provvedimenti emessi da un Tribunale (sentenza, ordinanza, decreto ingiuntivo), le cambiali, gli assegni, le scritture private autenticate, gli atti ricevuti dal notaio. Quando il debitore è la pubblica amministrazione, tuttavia, normalmente l’atto è giudiziale. Questo, sia quando la p.a. non tiene fede ad un contratto (es. non paga un professionista per la sua consulenza ovvero non paga una fornitura) sia quando è debitrice per un fatto illecito (es. incidente causato da un manto stradale privo di manutenzione).

Titolo esecutivo contro la pubblica amministrazione

Titolo esecutivo e precetto

Quando si è in possesso di un titolo esecutivo contro la pubblica amministrazione, si potrà quindi agire per il recupero della somma dovuta. Il primo passo è procedere alla notifica del titolo in forma esecutiva. La notifica dovrà essere effettuata direttamente nei confronti della p.a. debitrice. Il secondo passo è rappresentato dalla notifica del precetto, che viene  redatto dall’avvocato ed è un atto stragiudiziale che intima al debitore di estinguere il suo debito entro 10 giorni. Se tale termine non viene rispettato, ecco che si può procedere con la procedura esecutiva. Qui, però, entra in gioco un’importante differenza: se il debitore è un privato o un soggetto diverso dalla pubblica amministrazione il termine è effettivamente di 10 giorni, se  invece il debitore è la pubblica amministrazione la Legge stabilisce che i giorni a disposizione per sanare il debito siano 120 dalla notifica del titolo esecutivo.

Chi vanta un credito nei confronti della p.a., dunque, deve notificare il titolo esecutivo e attendere 120 giorni prima di notificare il precetto. La procedura esecutiva, di norma, può essere avviata dunque dopo 130 giorni dalla prima notifica.

I 120 giorni tra la notifica del titolo esecutivo e la notifica del precetto valgono quando il titolo esecutivo è un provvedimento giudiziale per la riscossione di una somma di denaro. Se la pubblica amministrazione viene condannata ad esempio a rilasciare un terreno occupato, titolo esecutivo e precetto possono invece essere notificati nello stesso momento.

Esecuzione forzata, quali beni può riguardare

Quali beni della pubblica amministrazione possono essere oggetto di esecuzione forzata? Di norma, ad essere sequestrati o pignorati sono i beni mobili e immobili di sua proprietà. Questo, a meno che non servano a svolgere un pubblico servizio o una funzione istituzionale.

I beni possono essere:

  • demaniali: porti, spiagge, fiumi, cimiteri, mercati comunali
  • patrimoniali indisponibili: foreste, cave, siti archeologici
  • patrimoniali disponibili: tutto ciò che non appartiene ai beni demaniali e ai beni patrimoniali indisponibili

L’esecuzione forzata può essere fatta sui beni patrimoniali disponibili.

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